La famiglia dell'antiquario di Carlo Goldoni pagina 17

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altro luogo, che questo? PANTALONE Avemo fatto per non incomodarla ela, fora della so camera. ISABELLA La riceverò come merita. PANTALONE La la riceva, come che la vol, che n'importa. Scena diciannovesima Doralice, Giacinto, Il Cavaliere del bosco, e detti. CAVALIERE Servitor umilissimo di lor signori. ISABELLA Che ne dite? Ha sempre il Cavaliere al fianco. (al Dottore) ANSELMO Sediamo, sediamo. (tutti siedono) DORALICE Si può sapere, per che cosa mi avete condotta qui? (a Giacinto) GIACINTO Or ora lo saprete. ANSELMO Moglie mia carissima, nuora mia dilettissima, sappiate, che io non sono più capo di casa. ISABELLA Già si sa; quest'impiccio ha da toccare a me. ANSELMO Non dubitate, l'impiccio non tocca a voi. Il signor Pantalone ha assunto l'impegno di regolare la nostra casa. Mio figlio, ed io abbiamo cedute a lui tutte le nostre azioni, e ragioni, e abbiamo sottoscritti alcuni capitoli, che ora anche voi sentirete. ISABELLA Questo è un torto, che fate a me. DORALICE In quanto a questo poi, in mancanza del capo di casa, tocca a me. ISABELLA Io sono la padrona principale. DOTTORE Brava! DORALICE Io ho liberate l'entrate colla mia dote. CAVALIERE È vero, è vero. PANTALONE Orsù, un poco de silenzio. Mi lezerò i capitoli della convenzion fermada, e sottoscritta, e che i l'ascolta perché ghe xè qualcosa per tutti. Capitoli convenzionali. Primo. ANSELMO Che io possa divertirmi colle medaglie. PANTALONE Primo: che domino Pantalon dei Bisognosi abbia da riscuotere tutte le entrate appartenenti alla casa del Conte Anselmo Terrazzani, tanto di città, che di campagna. ISABELLA E consegnar il denaro, o a mio marito, o a me. DORALICE (La signora economa!) PANTALONE Secondo: che domino Pantalon abbia da provveder la casa di detto Conte Anselmo di vitto, e vestito a tutti della casa medesima. DORALICE Ho bisogno di tutto, che non ho niente di buono. PANTALONE Terzo: che sia in arbitrio di detto Pantalon, di procurar i mezzi per la quiete della famiglia, e sopra tutto per far, che stiano in pace la suocera, e la nuora di detta casa. ISABELLA È impossibile, è impossibile. DORALICE È un demonio, è un demonio. PANTALONE Quarto: che né una, né l'altra di dette due signore abbiano d'avere amicizie, continue, e fisse, e quella che ne volesse avere, possa essere obbligata andar ad abitare in campagna. ISABELLA Oh, questo è troppo! DORALICE Questo capitolo offende la civiltà. CAVALIERE Questo capitolo offende me. L'intendo signori miei l'intendo; e giacché vedo, che la mia servitù colla signora Doralice si tende a voi molesta, parto da questo punto, mentre un Cavalier ben nato, non deve in verun modo contribuire all'inquietudine delle famiglie. (Mai più vado in veruna casa ove vi siano suocera, e nuora). (parte) DORALICE Se è andato via il Cavaliere, non resterà nemmeno il Dottore. PANTALONE Cossa dìsela, sior Dottor, àla visto con che prudenza ha operà el sior Cavalier? ISABELLA Il signor Dottore, non ha da partire di casa mia. DOTTORE La nostra è amicizia vecchia. PANTALONE Giusto per questo la s'averia da fenir. DOTTORE La finirò; anderò via, e non ci tornerò più, ma vorrei sapere per che causa con una sì bella frase si licenzia di casa un galantuomo della mia sorte. PANTALONE Co nol savè, ve lo dirò mi, sior. Perché vualtri, che volè far i ganimedi, no sè boni da altro, che da segondar i matezzi delle povere donne. DOTTORE Ho secondato la signora Contessa Isabella, perché quando si ha della stima per una persona, non le si può contraddire. Vado via signora Contessa. ISABELLA L'ho sempre detto, che siete un Dottore senza spirito, e senza dottrina. DOTTORE Sentono i miei signori? Dopo, che ho l'onore di servirla, queste sono le finezze, che ho sempre avute. PANTALONE Andemo avanti coi capitoli. Quinto: che ste due signore suocera, e nuora per maggiormente conservar la pace fra loro, abbiano d'abitare in due diversi appartamenti, una di sopra, ed una di sotto. ISABELLA Quello di sopra lo voglio io. DORALICE Io prenderò quello di sotto, che farò meno scale. PANTALONE Sentìu? Le se scomenza a accomodar. Sesto: che si licenzi di casa Colombina. ISABELLA Sì, sì licenziarla. DORALICE Sì, mandarla via. PANTALONE Anca qua le xè d'accordo. Via, me consolo; da brave, alla presenza dei so maridi che le se abbrazza, che le se basa in segno de pase. ISABELLA Oh questo poi no! DORALICE Non sarà mai vero. PANTALONE Via, quella, che sarà la prima a abbrazzar, e a basar quell'altra, la gh'averà sto anello de diamanti. (mostra un anello) ISABELLA e DORALICE (Tutte due s'alzano un poco in atto di andar ad abbracciare l'altra, poi si pentono, e tornano a sedere) ISABELLA (Più tosto crepare!) DORALICE (Più tosto senza anelli tutto il tempo di vita mia!). (da sé) PANTALONE Gnanca per un anello de diamanti? ANSELMO Se è antico lo prenderò io. PANTALONE Orsù; vedo che xè impossibile de far, che le se abbrazza, che le se basa, che le se pacifica, e se le lo fasse, le lo farave per forza, e doman se tornerave da capo. Avè sentio i capitoli, mi son el direttor de sta casa, e mi penserò a proveder tutto, e no lasserò mancar el bisogno. Sior Conte, che el tenda pur alle so medaggie, e ghe fazzo un assegnamento de cento scudi all'anno per sodisfarse. Sior zenero m'agiuterà a tegnir l'economia della casa, e cusì l'imparerà. Vualtre do, sè stae nemighe per causa de una serva petegola, e de do conseggieri adulatori, e cattivi; remosse le cause, sarà remossi i effetti. Siora Contessa Isabella, che la vaga in tel so appartamento de sora, mia fia in quel de sotto. Ghe darò una cameriera per una, ghe farò per un poco tola separada, e no vedendose, e non trattandose, pol esser, che le se quieta; e questo xè l'unico remedio, per far star in pase la Niora, e la Madonna.

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