Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni pagina 14

Testo di pubblico dominio

ingiuriose, azioni basse, e plebee. Siam sul momento di dover partire. Volete voi che si scacci villanamente, che si rendano altrui palesi i vostri sospetti, e che ci rendiamo ridicoli in faccia al mondo? Lasciate correre per questa volta. Credetemi, e non mi offendete. Conoscerò da ciò, se mi amate. Se vi preme il cuore o la mano. La mano è pronta, se la volete. Ma il cuore, meritatelo, se desiderate di conseguirlo. FILIPPO Ah! che dite? (a Fulgenzio). FULGENZIO (Io non la prenderei, se avesse cento mila scudi di dote) (piano a Filippo). FILIPPO (Sciocco!) LEONARDO Non so, che dire, vi amo, desidero sopra tutto il cuor vostro. Mi avete dette delle ragioni, che mi convincono. Non voglio esservi ingrato. Servitevi, come vi pare, ed abbiate pietà di me. FULGENZIO (Uh, il baccellone!) GIACINTA (Niente m'importa, che venga meco Guglielmo. Basta, che non mi contraddica Leonardo). Scena quindicesima Brigida, e detti. BRIGIDA Signore, è qui la sua signora sorella col di lei cameriere. LEONARDO Con permissione; che passino. BRIGIDA (Si va, o non si va?) (piano a Giacinta). GIACINTA (Si va, si va) (piano a Brigida). BRIGIDA (Aveva una paura terribile, che non si andasse) (parte). Scena sedicesima Vittoria, Paolo, Brigida, e detti. VITTORIA È permesso? (melanconica). GIACINTA Sì, vita mia, venite. VITTORIA (Eh, vita mia, vita mia!) Come vi sentite, signor Leonardo? (come sopra). LEONARDO Benissimo, grazie al Cielo. Paolino, presto, fate, che tutto sia lesto e pronto. Il baule, i cavalli, tutto quel, che bisogna. Noi partirem fra poco. VITTORIA Si parte? (allegra). GIACINTA Sì, vita mia, si parte. Siete contenta? VITTORIA Sì, gioia mia, sono contentissima. FILIPPO Ho piacere, che fra cognate si amino (piano a Fulgenzio). FULGENZIO Io credo, che si amino, come il lupo e la pecora (a Filippo). FILIPPO (Che uomo fantastico!) PAOLO Sia ringraziato il Cielo, che lo vedo rasserenato (parte). VITTORIA Via, fratello, andiamo anche noi. LEONARDO Siete molto impaziente. GIACINTA Poverina! è smaniosa per andare in campagna. VITTORIA Sì, poco più, poco meno, come voi all'incirca. FULGENZIO E volete andare in campagna senza concludere, senza stabilire il contratto? VITTORIA Che contratto? FILIPPO Prima di partire si potrebbe fare la scritta. VITTORIA Che scritta? LEONARDO Io son prontissimo a farla. VITTORIA E che cosa avete da fare? GIACINTA Si chiamano due testimoni. VITTORIA Che cosa far di due testimoni? BRIGIDA Non lo sa? (a Vittoria). VITTORIA Non so niente. BRIGIDA Se non lo sa, lo saprà. VITTORIA Signor fratello. LEONARDO Comandi. VITTORIA Si fa lo sposo? LEONARDO Per obbedirla. VITTORIA E a me non si dice niente? LEONARDO Se mi darete tempo, ve lo dirò. VITTORIA È questa la vostra sposa? GIACINTA Sì, cara, sono io, che ha questa fortuna. Mi vorrete voi bene? VITTORIA Oh quanto piacere! Quanta consolazione ne sento! Cara la mia cognata (si baciano). (Non ci mancava altro, che venisse in casa costei). GIACINTA (Prego il Cielo, che vada presto fuori di casa). BRIGIDA (Quei baci, credo, che non arrivino al core). FILIPPO (Vedete, se si vogliono bene!) (a Fulgenzio). FULGENZIO (Sì, lo vedo. Voi non conoscete le donne) (a Filippo). FILIPPO (Mi fa rabbia). GIACINTA Eccoli, eccoli; ecco due testimoni. LEONARDO (Ah! ecco Guglielmo, egli è la mia disperazione; non lo posso vedere) (da sé, osservando fra le scene). VITTORIA (Che caro signor fratello! Prender moglie, prima di dare marito a me! Sentirà, sentirà, se gli saprò dire l'animo mio...) Scena ultima Guglielmo, Ferdinando e detti. GUGLIELMO I cavalli son lesti. FERDINANDO Animo, animo, che fa tardi. Come sta l'amico Leonardo? Vi è passata la melanconia? LEONARDO Che cosa sapete voi di melanconia? FERDINANDO Eh! ha detto un non so che la signora Vittoria. VITTORIA Non è vero niente, non v'ho detto niente. FERDINANDO Eh! una mentita da una donna si può soffrire. FILIPPO Signori, prima di partire si ha da fare una cosa. Il signor Leonardo ha avuto la bontà di domandarmi la mia figliuola, ed io gliel'ho promessa. Si faranno le nozze... Quando vorreste voi si facessero? (a Leonardo). LEONARDO Io direi dopo la villeggiatura. FILIPPO Benissimo, si faranno dopo la villeggiatura, e intanto si ha da fare, la scritta. Onde siete pregati ad esser voi testimoni. GUGLIELMO (Questa è una novità, ch'io non m'aspettava). FERDINANDO Son qui; molto volentieri. Facciamo presto quello, che si ha da fare, e partiamo per la campagna. Ma a proposito, signori miei, a me qual luogo vien destinato? FILIPPO Non saprei... Che dite voi, Giacinta? GIACINTA Tocca a voi a disporre. FILIPPO E il signor Guglielmo? Mi dispiace... Come si farà? VITTORIA Permettetemi, che io dica una cosa (a Filippo). FERDINANDO Trovate voi l'espediente, signora. VITTORIA Io dico che se mio fratello è promesso colla signora Giacinta, tocca a lui a andare in carrozza colla sua sposa. FULGENZIO Così vorrebbe la convenienza, signor Filippo. FILIPPO Che cosa dice Giacinta? GIACINTA Io non invito nessuno, e non ricuso nessuno. LEONARDO Cosa dice il signor Guglielmo? GUGLIELMO Io dico, che se sono d'incomodo, tralascierò di venire. VITTORIA No, no, verrete in calesso con me. GUGLIELMO (La convenienza vuole, ch'io non insista). Se il signor Leonardo me lo permette, accetterò le grazie della signora Vittoria. LEONARDO Sì, caro amico, ed io della vostra compiacenza vi sarò eternamente obbligato. GIACINTA (Quando ha ceduto da sé, non m'importa. Io ho sostenuto il mio punto). FILIPPO (Ah! che dite? Va bene ora?) (a Fulgenzio). FULGENZIO (Non va troppo bene per la signora Vittoria) (a Filippo). FILIPPO (Eh! freddure) (a Fulgenzio). FERDINANDO Ed io con chi devo andare? GIACINTA Signore, se vi degnaste di andar colla mia cameriera? FERDINANDO In calesso? GIACINTA In calesso. FERDINANDO Sì, gioia bella, avrò il piacere di godere la vostra amabile compagnia (a Brigida). BRIGIDA Oh! sarà una gloria per me strabocchevole. (Sarei andata più volentieri col cameriere). FULGENZIO Bravi, bene, tutti d'accordo. VITTORIA Oh! via finiamola una volta. Andiamo a questa benedetta campagna. GIACINTA Sì, facciamo la scritta, e subitamente partiamo. Finalmente siamo giunti al momento tanto desiderato d'andare in villa. Gran smanie abbiamo sofferte per paura di non andarvi! Smanie solite della corrente stagione. Buon viaggio dunque a chi parte, e buona permanenza a chi resta.

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