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Il conte di Carmagnola di Alessandro Manzoni pagina 10guerra Più risoluta non si fea per questo, Né certa più. Duce e Signor nel campo, Forse concesso non l'avreste. IL CONTE Avrei Fatto di più: sotto alle mie bandiere Venian quei prodi; e di Filippo il soglio Vòto or sarebbe, o sederiavi un altro. IL DOGE Vasti disegni avete. IL CONTE E l'adempirli Sta in voi: se ancor nol son, n'è ragion sola Che la man che il dovea sciolta non era. MARINO A noi si disse altra cagion: che il Duca Vi commosse a pietà, che l'odio atroce Che già portaste al signor vostro antico Sovra i presenti il rovesciaste intero. IL CONTE Questo vi fu riferto? Ella è sventura Di chi regge gli Stati udir con pace La impudente menzogna, i turpi sogni D'un vil di cui non degneria privato Le parole ascoltar. MARINO Sventura è vostra Che a tal riferto il vostro oprar s'accordi, Che il rio linguaggio lo confermi, e il vinca. IL CONTE Il vostro grado io riverisco in voi, E questi generosi in mezzo a cui V'ha posto il caso: e mi conforta almeno Che il non mertato onor di che lor piacque Cingere il loro capitan, lo stesso Udirvi io qui, mostra ch'essi han di lui Altro pensiero. IL DOGE Uno è il pensier di tutti. IL CONTE E qual? IL DOGE L'udiste. IL CONTE È del Consiglio il voto Quello che udii? IL DOGE Sì, il crederete al Doge. IL CONTE Questo dubbio di me? ... IL DOGE Già da gran tempo Non è più dubbio. IL CONTE E m'invitaste a questo? E taceste finor? IL DOGE Sì, per punirvi Del tradimento, e non vi dar pretesti Per consumarlo. IL CONTE Io traditor! Comincio A comprendervi alfin: purtroppo altrui Creder non volli. — Io traditor! Ma questo Titolo infame infino a me non giunge: Ei non è mio; chi l'ha mertato il tenga. Ditemi stolto: il soffrirò; che il merto: Tale è il mio posto qui; ma con null'altro Lo cambierei, ch'egli è il più degno ancora. — Io guardo, io torno col pensier sul tempo Che fui vostro soldato: ella è una via Sparsa di fior. Segnate il giorno in cui Vi parvi un traditor! Ditemi un giorno Che di grazie e di lodi e di promesse Colmo non sia! Che più? Qui siedo; e quando Io venni a questo che alto onor parea, Quando più forte nel mio cor parlava Fiducia, amor, riconoscenza, e zelo... Fiducia no: pensa a fidarsi forse Quei che invitato tra gli amici arriva? — Io veniva all'inganno! Ebben, ci caddi; Ella è così. — Ma via — poiché gettato È il finto volto del sorriso ormai, Sia lode al ciel; siamo in un campo almeno Che anch'io conosco. — A voi parlare or tocca; E difendermi a me: dite, quai sono I tradimenti miei? IL DOGE Gli udrete or ora Dal Collegio segreto. IL CONTE Io lo ricuso Ciò che feci per voi, tutto lo feci Alla luce del Sol; renderne conto Tra insidiose tenebre non voglio. Giudice del guerrier, solo è il guerriero. Voglio scolparmi a chi m'intenda; voglio Che il mondo ascolti le difese, e veggia... IL DOGE Passato è il tempo di voler. IL CONTE Qui dunque Mi si fa forza? Le mie guardie! (alzando la voce fa per uscire). IL DOGE Sono Lunge di qui — Soldati! — (entrano genti armate). Eccovi ormai Le vostre guardie. IL CONTE Or son tradito! IL DOGE Un saggio Pensier fu dunque il rimandarle: a torto Non si stimò che, in suo tramar sorpreso, Farsi ribelle un traditor potria. IL CONTE Anche un ribelle, sì: come v'aggrada Omai potete favellar. IL DOGE Sia tratto Al tribunal segreto. IL CONTE Un breve istante Udite in pria. Voi risolveste, il vedo, La morte mia; ma risolvete insieme La vostra infamia eterna. Oltre l'antico Confin l'insegna del Leon si spiega Su quelle torri, ove all'Europa è noto Ch'io la piantai. Qui tacerassi, è vero; Ma intorno a voi, dove non giunge il muto Terror del vostro impero, ivi librato, Ivi in note indelebili fia scritto Il benefizio e la mercé. Pensate Ai vostri annali, all'avvenir. Fra poco Il dì verrà che d'un guerriero ancora Uopo vi sia: — chi vorrà farsi il vostro? Voi provocate la milizia. Or sono In vostra forza, è ver; ma vi sovvenga Ch'io non vi nacqui, che tra gente io nacqui Belligera, concorde, usa gran tempo A guardar come sua questa qualunque Gloria d'un suo concittadin: non fia Che straniera all'oltraggio ella si tenga. Qui v'è un inganno: a ciò vi trasse un qualche Vostro nemico e mio: voi non credete Ch'io vi tradissi. È tempo ancora. IL DOGE È tardi. Quando il delitto meditaste, e baldo Affrontavate chi dovea punirlo, Tempo era allor d'antiveggenza. IL CONTE Indegno. Tu forse osasti di pensar che un prode Pe' giorni suoi tremava. Ah! tu vedrai Come si muor. Va; quando l'ultim'ora Ti coglierà sul vil tuo letto, incontro Non le starai con quella fronte al certo, Che a questa infame, a cui mi traggi, io reco. (parte il Conte fra le genti armate). SCENA II Casa del Conte. ANTONIETTA, e MATILDE MATILDE Ecco l'aurora; e il padre ancor non giunge. ANTONIETTA Ah! tu nol sai per prova: i lieti eventi Tardi, aspettati giungono, e non sempre. Presta soltanto è la sventura, o figlia: Intraveduta appena, ella ci è sopra. Ma la notte passò: l'ore penose Del desio più non son: tra pochi istanti Quella del gaudio suonerà. Non puote Ei più tardar; — da questo indugio io prendo Un fausto augurio: il consultar sì a lungo Tratto non han, che per fermar la pace. Ei sarà nostro e per gran tempo. MATILDE O madre, Anch'io lo spero. Assai di notti in pianto, E di giorni in sospetto abbiam passati. È tempo ormai che, ad ogni istante, ad ogni Novella, ad ogni susurrar del volgo Più non si tremi, e all'alma combattuta Quell'orrendo pensier più non ritorni: Forse colui che sospirate, or muore. ANTONIETTA Oh rio pensier! ma almen per ora è lunge. Figlia, ogni gioja col dolor si compra. Non ti sovvien quel dì che il tuo gran padre Tratto in trionfo, tra i più grandi accolto, Portò l'insegne de' nemici al tempio? MATILDE Oh giorno! ANTONIETTA Ognun parea minor di lui; L'aria sonava del suo nome; e noi Scevre dal volgo, in alto loco intanto Contemplavam quell'uno in cui rivolti Eran tutti gli sguardi: inebbriato Il cor tremava, e ripetea: siam sue, MATILDE Felici istanti! ANTONIETTA Che avevam noi fatto Per meritarli? A questa gioia il cielo Ci trascelse fra mille. — Il ciel ti scelse, Il ciel ti scrisse un sì gran nome in fronte... Tal don ti fece, che a chiunque il rechi, Ne andrà superbo. A quanta invidia è segno La nostra sorte! E noi dobbiam scontarla Con queste angosce. MATILDE Ah! son finite... ascolta; Odo un batter di remi... ei cresce... ei cessa... Si spalancan le porte... ah! certo ei giunge: O madre, io vedo un'armatura; è lui. ANTONIETTA Chi mai saria s'egli non fosse? ... O sposo.. (va verso la scena). SCENA III GONZAGA, e dette. ANTONIETTA Gonzaga! ... ov'è il mio sposo? ov'è? ... Ma voi Non rispondete? Oh cielo! il vostro aspetto Annunzia una sventura. GONZAGA Ah che pur troppo Annunzia il vero! MATILDE A chi sventura? GONZAGA O donne! Perché un incarco sì crudel m'è imposto? ANTONIETTA Ah! voi volete esser pietoso, e siete Crudel: tremar più non ci fate. In nome Di Dio, parlate; ov'è il mio sposo? GONZAGA Il cielo Vi dia la forza d'ascoltarmi. Il Conte... MATILDE Forse è tornato al campo? GONZAGA Ah! più non torna! Egli è in disgrazia de' Signori; è preso. ANTONIETTA Egli preso! perché? GONZAGA Gli danno accusa Di tradimento. ANTONIETTA Ei traditore? MATILDE Oh padre! ANTONIETTA Or via, seguite: preparate al tutto Siam noi: che gli faran? GONZAGA Dal labbro mio Voi non l'udrete. ANTONIETTA Ahi l'hanno ucciso! GONZAGA Ei vive; Ma la sentenza è proferita. ANTONIETTA Ei vive? Non pianger, figlia, or che d'oprare è il tempo. Gonzaga, per pietà, non vi stancate Della nostra sventura; il ciel v'affida Due derelitte: — Ei v'era amico: — andiamo, Siateci scorta ai giudici. Vien meco, Poverella innocente: oh! vieni — in Tag: conte doge tempo sventura gran noi forse ciel forza Argomenti: titolo infame, breve istante Altri libri consultabili online del sito affini al contenuto della pagina: Confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo Decameron di Giovanni Boccaccio La divina commedia di Dante Alighieri Il colore del tempo di Federico De Roberto Il fiore di Dante Alighieri Articoli del sito affini al contenuto della pagina: Recupero dall'intervento di aumento del seno Capire se aumento del seno fa al caso proprio Vacanze Natale Vienna Come dichiararsi ad una persona Come fare soldi e contare, possibilmente, su un piccolo reddito passivo
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