Libri quaranta

Libri su quaranta, con la parola quaranta

Storia di un'anima (pagina 67)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Ecco le finestre avvolte nei cartocci; le finestrette tonde con un contorno da maniglia o con davanti ciascuna un busto di Cesare romano; le mensole sbrodolanti il gesso dalle arselle; i cornicioni spezzati dalle curve e dalle volute di cento contrabassi; le inferriate gremite di viticci e di nodi e di fogliaccio; i pilastretti a gozzi aggrappantisi su alla gronda; le nicchie sgangherate colle statue delle virtù araldiche che somigliavano alle buone ciambellane di Filippo V di Borbone; e l'attico gibboso e tormentato sotto il peso di uno stemma in cui c'entravano quaranta maggioranze di Castiglia e di Leon ... Nella prima sala vi sono le pareti bianche, il soppalco colle travi e i contentini dipinti a sfogli e reticelle a gesso e colla, intorno allo zoccolo di finta Macchiavecchia quaranta seggiole coperte di una bazzana con una ninfa in guardinfante, e nell'alcova coi putti di stucco, fra due canterali a pancia gravida, un lettone sui cavalletti e tutto giallo a passamani d'argento ... La marchesa vedova, quella che aveva aggiunto all'attico della villa lo stemma colle quaranta maggioranze di Castiglia e di Leon, vi giaceva ammalata fradicia da sette anni non parlava più del marito, se non per consolarsi che, a conto di messe, era già in luogo di salvazione: facendo chiamare dalla vecchia nutrice i tre figli ogni sera per benedirli, al primo diceva «marchese Asdrubale,» alla seconda «donna Ines,» al terzo «don Apollonio ... E il rampichino salticchia verso venti, quaranta, ottanta quadri di antenati e di battaglie e di assedi, verso un pellicano impagliato, verso una spada d'argento di Filippo V, verso un trono di feudatario, verso un tronino di Dio… Tutto l'appartamento ha le porte spalancate e le finestre chiuse: il silenzio si fa sempre più oblioso e il verno più sconsolato ...