Libri orto
Libri su orto, con la parola orto
Decameron (pagina 49)
di Giovanni Boccaccio (estratti)
... Se egli sapesse lavorare l'orto e volesseci rimanere, io mi credo che noi n'avremmo buon servigio, per ciò che egli ci bisogna, e egli è forte e potrebbene l'uomo fare ciò che volesse: e oltre a questo non vi bisognerebbe d'aver pensiero che egli motteggiasse queste vostre giovani ... Masetto non era guari lontano, ma faccendo vista di spazzar la corte tutte queste parole udiva e seco lieto diceva: “Se voi mi mettete costà entro, io vi lavorerò sì l'orto, che mai non vi fu così lavorato ... ” Ora, avendo il castaldo veduto che egli ottimamente sapeva lavorare e con cenni domandatolo se egli voleva star quivi e costui con cenni rispostogli che far volea ciò che egli volesse, avendolo ricevuto, gl'impose che egli l'orto lavorasse e mostrogli quello che a fare avesse; poi andò per altre bisogne del monistero e lui lasciò ... ” Costei, udendo ciò, avendo già maggior voglia che l'altra di provare che bestia fosse l'uomo, disse: “Or bene, come faremo?” A cui colei rispose: “Tu vedi che egli è in su la nona: io mi credo che le suore sieno tutte a dormire, se non noi; guatiamo per l'orto se persona ci è, e s'egli non c'è persona, che abbian noi a far se non a pigliarlo per mano e menarlo in questo capannetto, là dove egli fugge l'acqua, e quivi l'una si stea dentro con lui e l'altra faccia la guardia? Egli è sì sciocco, che egli s'acconcerà comunque noi vorremo ... La qual cosa riguardando la donna, e sola vedendosi, in quello medesimo appetito cadde che cadute erano le sue monacelle; e destato Masetto seco nella sua camera nel menò, dove parecchi giorni, con gran querimonia dalle monache fatta che l'ortolano non venia a lavorar l'orto, il tenne, provando e riprovando quella dolcezza la quale essa prima all'altre solea biasimare ...
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