Libri gloria
Libri su gloria, con la parola gloria
Confessioni di un Italiano (pagina 248)
di Ippolito Nievo (estratti)
... Battaglie continue ma senza gloria, patimenti lunghi e ignorati, veglie di mesi interi interrotte da sonni sospesi e da brevi avvisaglie ... Dove la speranza della gloria e l'emozione acuta del pericolo compensano ad usura il sacrifizio della vita, non è il luogo di chi cerca penitenza e perdono ... Le corone sono per coloro che senza l'applauso degli spettatori, senza la speranza della gloria, senza l'avidità del trionfo combattono pazienti e ignorati ...
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L'arte di prender marito (pagina 18)
di Paolo Mantegazza (estratti)
... Ama il bello come gli eunuchi aman le donne e cerca la gloria per le vie di traverso dell'impressionismo, del pointillé, dove la gloria non ha mai messo il piede ... * * * Anche l'artista di genio, anche l'artista incoronato coll'aureola della gloria, è un marito pericoloso, e se tu sei gelosa, non devi sposarlo ... Ed è perciò, che se il tuo pretendente oltre il diploma d'ingegnere ha molto ingegno, potrai goderti una grande agiatezza; fors'anche la gloria e la ricchezza ...
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Ricordi di Parigi (pagina 2)
di Edmondo De Amicis (estratti)
... È una specie di magnificenza teatrale e femminea, una maestà d'apparato, eccessiva, e piena di civetteria e di superbia, che sbalordisce ed abbaglia come un immenso tremolìo di punti luminosi; ed esprime appunto la natura della grande città opulenta e lasciva, che lavora per furore di godimento e di gloria ... Ho notato molti soggetti di quella innumerevole famiglia dei grandi uomini falliti, che tutti riconoscono a primo aspetto: figure strane, col viso smunto e gli occhiali, coi capelli cadenti sulle spalle, vestiti di nero, bisunti, con uno scartafaccio sotto il braccio: sognatori di tutti i paesi venuti a Parigi in questa grande occasione a tentare il terno della gloria e della ricchezza con una invenzione meccanica o un capolavoro letterario ... E si capisce da che molle formidabili, debba prendere impulso l'ambizione della gloria per sollevarsi su questo pandemonio, e con che rabbiosa ostinazione si rodano i cervelli per trovare la parola ed il grido che faccia voltare le centomila teste di questa folla meravigliosa! E si prova un piacere a esser là su quel lastrico sparso d'ambizioni stritolate e di glorie morte, su cui altre ambizioni si rizzano e altre forze si provano, senza posa; si gode di trovarsi là, come in mezzo a una gigantesca officina vibrante e sonora; di sentirsi aggregato anche per poco, molecola viva, al grande corpo intorno a cui tutto gravita; di respirare una boccata d'aria su quella torre di Babele, assistendo da un gradino della scala sterminata al lavoro immenso, confortati dal dolce pensiero… ...
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Rinaldo (pagina 2)
di Torquato Tasso (estratti)
... Canto primo 1 Canto i felici affanni e i primi ardori che giovanetto ancor soffrì Rinaldo, e come il trasse in perigliosi errori desir di gloria ed amoroso caldo, allor che, vinti dal gran Carlo, i Mori mostraro il cor più che le forze saldo; e Troiano, Agolante e 'l fiero Almonte restar pugnando uccisi in Aspramonte ... 3 Forse un giorno ardirai de' chiari fregi del gran Luigi Estense ornar mie carte, onde, mercé del suo valor, si pregi e viva il nostro nome in ogni parte; non perch'io stimi ch'a' suoi fatti egregi possa dar luce umano ingegno od arte, ch'egli e tal ch'altrui dona e gloria e vita, e vola al ciel senza terrena aita ... Poi, quando il sol celava i bei crin d'oro, e sotto l'ali il ciel notte copriva, tutti assaliano insieme il nostro campo, per tentar con lor gloria alcuno scampo ... Sùbito a quel magnanimo garzone, c'ha ne la gloria posto i sommi pregi, invidia accende generosa il petto, che negli altieri spirti ha sol ricetto ... 16 Quivi, perché gli pare acconcio il luoco a lamentarsi, e non teme esser visto, si ferma e siede, e 'n suon languido e fioco così comincia a dir, doglioso e tristo: — Deh! perché, lasso! un vivo ardente foco di dolor, di vergogna e d'ira misto non m'arde e volge in polve, onde novella di me mai più non s'oda, o buona o fella? 17 Poi ch'oprar non poss'io che di me s'oda con mia gloria ed onor novella alcuna, o cosa ond'io pregio n'acquisti e loda, e mia fama rischiari oscura e bruna; poscia che non son tal che lieto goda di mia virtute, o pur di mia fortuna, ma il più vil cavaliero, al ciel più in ira, che veggia il sol tra quanto scalda e gira; 18 deh! perché almeno oscura stirpe umile a me non diede o padre ignoto il Fato, o femina non son tenera e vile, ché non andrei d'infamia tal macchiato; perciò ch'in sangue illustre e signorile, in uom d'alti parenti al mondo nato la viltà si raddoppia e più si scorge, che 'n coloro il cui grado alto non sorge ...
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Storia di un'anima (pagina 71)
di Ambrogio Bazzero (estratti)
... Eccovi! eccovi!… Come siete belli! Come siete grandi! come siete dolci! Gathaspar! Melchior! Bitisarch!(25) O se volete meglio, Magalath! Pangalath! Saracen!(26) O se volete meglio ancora, Appellius! Amerius! Damascus!(27) Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per visitare le vostre tombe favoleggiate? La stella vi accenna la culla di Betlemme! Un'arca acuta(28) giace sontuoso guadagno di uno scaccino e gloria scetticamente ufficiale di una città ghiacciata; un cenotafio romano(29) è chiuso col vuoto eterno al tardo garrito degli antiquari canonici derubati delle vostre ossa, e non del beneficio: e l'altra tomba… ... Betlemme ha irradiato il mondo! Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per la vostra gloria da calendario? La stella vi accenna le nostre gioie! Voi, ignorantissimi figli dell'Asia, che ascoltavate solo i fatidici echi di Zoroastro(31) e leggevate solo nel cielo veggente dei deserti, voi irridete le laudi gotiche del canto e del marmo alemanno! Voi, alte ed ispirate vedette, sul monte della Vittoria a spiare la luce immortale della stella Nazzarena(32) non vi ingloriate dei grossi ceri che vi smoccolano putolentemente i merciai delle confraternite spagnolesche! Voi, nomi patriarcali delle tre stirpi di Noè(33), che rendeste a Dio i doni che Abramo diede ai figli di Keturah e che la regina Saba diede a Salomone(34) non vi fate superbi, udendo tronfiamente proclamare che alla santa Sofia dell'Islamita(35) rimane ancora il nome e la gloria della vostra Sapienza! Voi siete venuti per il nostro amore! Vi chiamano i bimbi, vi chiamano le mamme, vi chiamano i vecchi; e quei vagiti e quei sorrisi e quelle preghiere sono i nostri affetti ...
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