Libri cuore

Libri su cuore, con la parola cuore

Confessioni di un Italiano (pagina 11)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Io credo che il mio cuore balzasse fuori del petto per la consolazione, quando essa mi mise la mano sul capo dimandandomi con severità, ma senza nessuna amarezza, cosa io mi facessi dietro l'uscio ... Era la prima volta che mi parlavano proprio col cuore; era la prima volta che mi si faceva il dono d'uno sguardo affettuoso e d'una carezza! e un tal dono mi veniva da una vecchia che aveva veduto Luigi XIV! Dico veduto, proprio veduto; perché lo sposo della nobildonna Badoera, quel vecchio Conte così ghiotto dei grammaestri e degli ammiragli, pochi mesi dopo il suo matrimonio era andato in Francia ambasciatore della Serenissima e vi aveva condotto la moglie che per due anni era stata la gemma di quella Corte! Quella stessa donna poi tornata a Fratta avea serbato l'eguali grazie dei modi e del parlare, l'egual rettitudine di coscienza, l'eguale altezza e purità di sentimenti, l'uguale spirito di moderazione e di carità, sicché anche perduto il fiore della bellezza aveva continuato ad innamorare il cuore dei vassalli e dei terrazzani come prima aveva innamorato quello dei cortigiani di Versailles ...
Confessioni di un Italiano (pagina 25)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Nulla invece di tutto ciò: era tutto effetto di buon cuore, di bella creanza ... Le vecchie semplici e dabbene, quando prendono ad amare taluno, sogliono unire sopra quel solo capo le tenerezze le cure e perfin le illusioni di tutti gli amori che hanno lasciato viva una fibra del loro cuore ... Che ella poi non si accorgesse della piega presa mano a mano nel cuore dei due giovani dalla abitudine di vedersi e parlarsi sempre, non c'era da stupirsene ... La sua fronte, vasto nascondiglio di grandi pensieri, saliva ancora oltre i capelli finissimi che ne ombreggiavano la sommità; gli occhi infossati e abbaglianti cercavano più che il volto l'animo e il cuore della gente; il naso diritto e sottile, la bocca chiusa e mobilissima dinotavano il forte proposito e il segreto e perpetuo lavorio interiore ... — Quando io ripenso alla lunghissima via da lui costantemente seguita per farsi ricevere nel cuore di Clara a mezzo dell'amore e degli encomii della ...
Confessioni di un Italiano (pagina 27)
di Ippolito Nievo (estratti)

... La ragione si fa adulta e vecchia; il cuore resta sempre ragazzo e converrebbe dargli scuola a zaffate col metodo patriarcale del piovano di Teglio ... Quando questi pensierucci tristarelli mi raspavano nel cuore, io rideva d'un gusto maligno, e mi metteva a girare lo spiedo più in fretta che mai ... Uh! quante ne avrei date a quella sfrontatella per ognuno de' suoi sghigni! Ma mi toccava invece ingozzar bocconi amari, e girare il mio spiedo, mentre un furore quasi malvagio mi gonfiava il cuore e mi faceva scricchiolare la dentatura ... E lontano dai merli signorili e dall'odore della cancelleria, mi ripullulava nel cuore quel sentimento d'uguaglianza che ad un animo sincero e valoroso fa guardar ben dall'alto perfin le teste dei re ...
Confessioni di un Italiano (pagina 40)
di Ippolito Nievo (estratti)

... — Oh perché non fui io l'innamorato della Doretta! Vecchio come sono, scriverei una tal pagina da abbacinare i lettori, e prendere d'assalto uno dei più alti seggi della poesia! Vorrei che la gioventù profilasse i disegni, il cuore vi spandesse le tinte; e che gioventù e cuore splendessero per ogni parte della pittura con tanta magia che i buoni per tenerezza e i cattivi per invidia riporrebbero il libro ... Peraltro gli gioì il cuore d'essere conosciuto dalla fanciulla, trovandosi così avviato a stringer conoscenza con lei ...
Confessioni di un Italiano (pagina 52)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Chi ha braccia non ha cervello; chi ha cervello non ha cuore; chi ha cuore e cervello non ha autorità ... Ma fra tanta ciurma semimorta si erge in alto qualche fronte che sembra illuminarsi d'una luce sovrumana: dinanzi a questa il cinico va balbettando confuse parole; ma non può impedire che non gli tremoli in cuore o speranza o spavento d'una vita futura ... Allora un riverbero di luce gli lampeggiò sul volto, e per la prima volta un sentimento non tutto suo ma comandatogli dai sentimenti altrui si fece strada nelle pieghe tenebrose del suo cuore ... Non se ne maravigliò punto, perché trovava stampate nel proprio cuore già da lungo tempo le cose udite allora ... E sentirsi ripetere dalla sua bocca quello che il cuore aspettava senza saperlo, fu piucché altro il risvegliarsi subitaneo d'una gioia timida e latente ...
Confessioni di un Italiano (pagina 68)
di Ippolito Nievo (estratti)

... dichiarazione del loro amore; quasi tutti i giorni aveva passato un'ora con lei nella camera della nonna, e sempre più si era invaghito di quella bellezza innocente ed angelica, di quel cuore verginale e fervoroso nella sua muta tranquillità ... L'aveva trovata, l'aveva amata, come il cappuccino morente ama la sua parte di cielo; e col cuore e coll'ingegno e colle mille arti d'uno spirito immaginoso e d'una volontà onnipotente, s'adoperava di legare a sé con modi sempre nuovi quell'altra parte necessaria di se stesso che viveva in Clara ... Ma restando le cose come erano ella godeva di potersi fidare nella discrezione e nel calmo temperamento di Clara, e di dire anco fra sé quando costei usciva dalla stanza per far lume a Lucilio: “Oh il giovane prudente e dabbene! Non si direbbe che egli ha paura di alzar gli occhi perché non si creda che gli stia a cuore mia nipote? Se li alza gli è solamente per guardar me, e alla sua età!! Basta! è veramente miracoloso!” Ma Lucilio aveva altri momenti, per lasciar l'anima sua spiccar il volo a sua posta; e in quei momenti bisogna confessarlo, quei suoi occhi così discreti e dabbene commettevano non pochi peccati d'infedeltà a danno della nonna ... In tinello quando tutti giocavano ed egli sembrava attentissimo a sorvegliar il tresette di Monsignore, o intento ad accarezzare Marocco, il cane del Capitano, tra lui e la Clara era un dialogo continuo d'occhiate, che faceva l'effetto di una voce angelica che cantasse in cuore mentre ci ferisce l'orecchio un tumulto di campane rotte ...
Confessioni di un Italiano (pagina 70)
di Ippolito Nievo (estratti)

... “Ah, traditrice!” gridò con un gemito il mio povero cuore ... Il suo cuore sarebbe rimasto mio, le anime nostre avrebbero continuato ad amarsi; io sarei stato felicissimo di vederla passare alcuna volta frammezzo a' suoi bambini: sarebbe stata la mia una beatitudine di impadronirsi d'alcuno fra questi quand'ella non mi avesse osservato, di stringermelo sul cuore, di baciarlo, di adorarlo, di cercare nelle sue fattezze la traccia delle sue; e di illudermi e di pensare che la parte misteriosa del suo spirito che s'era transfusa in quel bambino aveva appartenuto anche a me, quando ella amava me solo con tutte le potenze dell'anima ... — No, ella non ha un briciolo di cuore, né un barlume di memoria, né un avanzo di pudore! Sì, la disprezzo come merita, la disprezzerò sempre! — gridava dentro di me ...
Confessioni di un Italiano (pagina 71)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Io aveva troppo cuore e troppa memoria ... Il cielo s'aperse dinanzi a lei una volta e io vidi quello che la mia ragione non vuol credere, ma che il cuore ha collocato nel più puro tesoro delle sue gioie ... Oh se la mi avesse buttato le braccia al collo! Io sarei stato abbastanza credulo o codardo per stringermela al cuore, e dimenticare i crudeli momenti che la mi aveva fatto passare ... Mano a mano che Lucilio usciva dal suo cuore vi rientrava io; e non debbo nascondere che la mia gioia di questo pentimento fu così veemente, così piena come se io fossi tornato alla prima fiducia dei nostri affetti ...
Confessioni di un Italiano (pagina 72)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Come ad onta delle sue passeggiere civetterie mi fidava di lei un tempo, sicuro che in fondo al cuore non ci stava che io, così allora tornava a persuadermi che i frutti di quel ravvedimento dovessero essere eterni ... Accusai una bizzarria d'umore, un malessere inesplicabile, e chiusi il varco ad altre inchieste col lasciar libero campo alla mia gioia e allo sfogo d'un cuore chiuso in se stesso da tanto tempo ... Monsignor Orlando cantò quel Te Deum con tutta l'effusione del cuore, perché non si avea mangiato mai così male a Fratta come durante la malattia di sua cognata ... Le angoscie sofferte allora non avevano lasciato per verità traccia alcuna nel mio cuore; ma ne ricordava la causa e molte volte erami venuto sulla punta della lingua di muoverne cenno alla Pisana per vedere quanto ne ricordasse ella, ed in che modo ... — Quando si ha cuore e gentilezza di animo, bisogna saper non usare di certi permessi; — soggiunse Lucilio — una vecchia malata e bisognevole di compagnia non va piantata lì senza ragione, per quanto essa sembri permetterci di farlo ...
Confessioni di un Italiano (pagina 78)
di Ippolito Nievo (estratti)

... disse con voce di dolce rimprovero il soavissimo padre — io ve lo leggo negli occhi, e voi avete peccato di poca confidenza nel vostro unico amico a non partecipargli il voto del vostro cuore ... Non può essere che vi siate invaghito di lei; è certo il cuore che v'inganna e ve la rende così diletta come sorella della contessina Clara ... — Ma sì, figliuol mio; lasciatevi guidare da chi ne sa più di voi; lasciate ch'io metta un po' di chiaro in un cuore che conosco meglio di voi; e ne ho il diritto dopo tanti anni che lo studio, che lo indirizzo al suo meglio ... Credetelo a chi ha studiato il cuore umano ... Eppure non è opera di carità né di prudenza l'affliggere il cuore d'una bella ragazza che sotto le sue apparenze di pace e di modestia vi ama sfrenatamente, non vive che per voi, ed è disposta a farvi dono dei più santi piaceri che Dio clemente ci abbia conceduto di gustare! — Oh, padre! sarebbe vero? ... Raimondo, io ho scoperto il segreto del vostro cuore; lasciatemi adoperare in maniera che tutto riesca secondo i vostri desiderii ... Pensate alla beatitudine che proverete nello stringervi sul cuore in questo castello, in questa stessa camera una sposina così bella, così docile, così infiammata per voi! ...
Confessioni di un Italiano (pagina 93)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Così si occuperebbe il cervello; il cuore rimane ozioso ... Carlino, il vostro cuore è vuoto di affetti famigliari come quello d'un trovatello ... Non avete, non potete avere un affetto certo, santo, legittimo che vi occupi degnamente il cuore, perché nessuno ve ne ha insegnate fin qui le fonti, né annunciata la necessità! Io forse primo vi parlo ora la voce del dovere, e non so quanto gradito ... Perciò bisogna darsi corpo ed anima a chi suda, lavora, combatte per ciò; bisogna adoperare le arti stesse de' nemici a loro danno; bisogna raccogliere intorno al cuore tutta la costanza di cui siamo capaci, armar la mano di forza, il senno di prudenza e non aver paura di nulla e durar sempre vigili all'ugual posto; e cacciati tornare, e disprezzati soffrire, dissimulare per rivincer poi; piegarsi sì anche, se occorre, ma per risorgere; venire a patti, ma per temporeggiare ...
Confessioni di un Italiano (pagina 96)
di Ippolito Nievo (estratti)

... La mano può percuotere, lo deve anzi in certi casi; ci s'intende che il cuore dee conservarsi caritatevole, indulgente, pietoso e piangere per quella triste necessità di dover castigare per migliorare, e tagliare per correggere ... Oh, il cuore, il cuore! A sentir l'avvocato Ormenta, egli lo aveva così grande, così tenero, così ardente, che potea sì sbagliare per eccesso, non mai per difetto di amore ... Questi avrebbero servito a ravvivarmi in cuore la fede, se i miei primi maestri si fossero dati cura di accenderla; ma nessuno aveva pensato a ciò; su questo punto si può dire ch'io fossi nato morto, a risuscitarmi si voleva un miracolo che non avvenne finora ...
Confessioni di un Italiano (pagina 98)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Mi ricordo che non mi bastò il cuore di soggiungere una sola parola, e Amilcare credette ch'io non ne avessi proprio capito un'acca ... Vergognai di me che aveva ondeggiato sì a lungo; ebbi compassione di padre Pendola e dell'avvocato Ormenta (i quali, sia detto di volo, non ne abbisognavano punto), e decisi di studiare come Amilcare, e di interrogar finalmente il mio cuore su quello propriamente ch'egli voleva amare ... Giustizia, verità, virtù! le tre stelle che governano il mondo spirituale, e lunge da esse ogni cosa s'abbuia, ogni cuore trema o si corrompe! Io le vedeva sorgere come una costellazione divina sul mio orizzonte; tutto l'amore di cui era capace tendeva ad esse con impeto irresistibile ... Ancora una nebbia da diradarsi, ancora un battere d'ala in quel cielo profondo e la mia religione era trovata, il mio cuore calmo per sempre ... Giustizia, verità, virtù! Tre ottime cose, tre parole, tre idee da innamorare un'anima fino alla pazzia e alla morte; ma chi le avrebbe recate di cielo in terra, per usar l'espressione di Socrate? — Questa era la spina del mio cuore; e non la capiva allora così chiaramente, ma la mi doleva a sangue ...
Confessioni di un Italiano (pagina 102)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Ecco il perché di quella passione violenta, immortale, completa ch'ella ha saputo inspirarmi; e che nessun prestigio di bellezza, nessuna blandizie di sensi avrebbe potuto prolungare oltre al sepolcro di lei nel cuore d'un vecchio ottuagenario ... Cosa quasi incredibile! Io aborriva il Venchieredo non per conto mio, ma per conto di Giulio; io era geloso della Pisana più per lui che per me, e lo spettacolo di quel giovane, pieno d'animo di cuore d'ingegno che si disfaceva dolorosamente pel cancro segreto e inesorabile d'una passione infelice, mi metteva in cuore quasi un rimorso dell'odio che altre volte gli aveva serbato ... Non so quale smania mi sentissi in cuore di calpestarla di svillaneggiarla: insuperbiva fra me di amarla ancora, e di poter dire tuttavia che l'avrei ceduta ad un altro per salvargli la vita! Ella invece procedeva innanzi cieca come il carnefice ...
Confessioni di un Italiano (pagina 104)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Va', io mi vendico fin d'ora della felicità che attende te pure, e che s'aspetta a tutti quelli che aspetteranno pazientemente! Va', se vuoi amare una cosa abbietta, immonda, spregevole, senz'anima, senza cuore e senza ingegno; cerca la bambola istupidita dalla ubbriachezza dei sensi e accecata dall'orgoglio! nata donna nella crudeltà nella sciocchezza nella lascivia, e bambola eterna in tutto il resto, anche nella pietà che è la scusa delle donne e che a lei fu negata per un mostruoso prodigio della natura! ... Ma io era armato nel cuore contro a tali ferite, e lasciai sfogarsi quel suo impeto di furore e di sdegno, finché racquistò almeno la calma della stanchezza ... Mi perdoni, non è vero, Carlo? Io gli buttai le braccia al collo; quelle sue ultime parole, benché intinte ancora di qualche amarezza, mi toccarono il cuore più che le smanie di prima ... Sentii il suo cuore battere sul mio precipitosamente, come quello d'un viaggiatore che ha fretta d'arrivare; baciai quel suo volto scarno, e madido tutto d'un sudore gelato; indi lo vidi entrare in casa, lo udii tossire a più riprese nel montar le scale e mi tolsi di là col malcontento di chi ha fatto una buona azione ma pur troppo inutile ...
Confessioni di un Italiano (pagina 106)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Ella invece si apprendeva a me coll'umiltà del cagnolino cacciato; ma quella sentenza di codardia mi minacciava sempre nel cuore; io soffocava i miei sospiri, nascondeva i miei desiderii, divorava le lagrime, e cercava lungi da lei la solitudine e l'innocenza del dolore ... Ma la sicurezza ch'egli mostrava sull'esito di quel duello, allontanava da lui piucchealtro il cuore della Pisana ... Ma dopo tutto, la segreta soddisfazione d'una buona opera mi teneva il cuore in una calma triste e monotona bensì, ma non priva di qualche diletto ... Un briciolo di cuore, qualche po' di studio e di ponderazione aiutata da un discreto buon senso mi dettavano sentenze tali che la firma del Conte era onorata di potervi fare in calce la sua comparsa ... C'era del resto un altro personaggio che senza farne le viste mi mandava di cuore a tutti i diavoli; e questi era il fattore ...
Confessioni di un Italiano (pagina 117)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Cosa volete? io rispettai il dolore di quella bestia, né mi bastò il cuore di trafugargli quelle spoglie tanto dilette a lui e così lungamente incomode all'olfatto dei castellani ... Ne vorreste di più, voi che non avreste cuore di distruggere neppure una tribù di cannibali? ... Un uomo che si credeva morto, che non si era fatto vedere per venticinque anni! La ragione quasi si rifiutava, ma il cuore avido d'amare diceva di sì, e già egli volava sulla via di Venezia che non era giunto al fine della lettera ... Aveva il cuore che non si voleva star cheto; e nel cervello poi mi sobbollivano tante speranze condite di memorie, di passioni, di desiderii, d'impossibile, che non ebbi più pace ... Mio padre e costei mi stavano sul cuore assai più della zia ...
Confessioni di un Italiano (pagina 130)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Mi fosse anche crollata la terra sotto i piedi, non ci mancava altro! Tuttavia siccome era uomo di cuore ed onorato, non trasandava le mie occupazioni al Palazzo Municipale ... Allora, forse prima d'ogni altro, fiutava il vento contrario; e superbo in volto ma disperato nell'animo s'affrettava a giovarsi di quegli ultimi favori della fortuna, per soddisfare il voto supremo del suo cuore ... Erano molti anni che i due amanti non si vedevano così dappresso; pure non diedero segno di gran turbamento; la loro forza, il loro amore stavano così profondi nel cuore, che alle sembianze non ne giungeva che un riflesso fioco e lontano ...
Confessioni di un Italiano (pagina 131)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Io vi offro un cuore, pieno di un solo affetto, acceso tutto d'una fiamma che non morrà mai più, e provato e riprovato dal lavoro dalla pazienza dalla sventura ... — Lucilio — rispose ella premendo alquanto quella mano sul cuore — io ho giurato innanzi a Dio di amarvi, ho giurato nel mio cuore di farvi felice per quanto starà in me ... Rassegnamoci e la troveremo lassù! — Che dite mai? quali parole pronunciate ora, che mi straziano il cuore ed escono dalle vostre labbra colla soavità d'una melodia? Clara, per carità tornate in voi! ... Il povero sapiente indovinò tutto da quello sguardo, da quell'atto, e sentì col cuore lacerato di non poter seguire in cielo quell'anima che gli sfuggiva, beata nei proprii dolori ...
Confessioni di un Italiano (pagina 144)
di Ippolito Nievo (estratti)

... “Marito mio! (così cominciava la scritta ov'ella prendea commiato da mio padre per sempre) Io volli amarvi, io volli fidarmi a voi, io volli seguirvi fino in capo al mondo contro l'opinione de' miei parenti i quali mi vi dipingevano come un birbante senza cuore, e senza cervello ... Ma consegnata la mia creatura ai suoi parenti che non avranno cuore di respingerla, Dio faccia pure di me quello che vuole! Voi starete assente otto giorni ancora; tornando non mi troverete più ... Ohimè! ed era per cagion mia che ella avea sofferto tanto vitupero, sfidato tanti patimenti! Sentiva quasi il rimorso d'esser nato; sentiva che una lunghissima vita tutta consacrata a consolare, a far beata quell'anima santa avrebbe appena bastato ad appagar il mio cuore; ed io non aveva né contemplato il suo volto, né sorriso ai suoi sguardi, né succhiato un gocciolo solo del suo latte! ... Come si univano misteriosamente nell'angoscia che mi riboccava dal cuore in urli e in singhiozzi, e la patria venduta, e l'amico volontariamente morto, e l'amante infedele e spergiura, e l'ombra della madre impressa ancora il volto dei patimenti della sua vita! ... Perché non m'era io alzato a svergognarli con tutto il coraggio dell'innocenza e la veemenza d'un figlio che si sente insultato nella memoria della madre? Perché i miei piccoli occhi non aveano lampeggiato di sdegno, e il cuore non avea rifuggito dall'accettare la compassione di coloro che mi faceano pagare a prezzo d'infamia un tozzo di pane ed un cantuccio d'ospitalità? — Mi salivano al volto le fiamme della vergogna; avrei dato tutto il mio sangue tutta la mia vita per riavere uno di quei giorni, e vendicarmi di una sì disonorevole servitù ...
Confessioni di un Italiano (pagina 148)
di Ippolito Nievo (estratti)

... amarla sopratutto, senza cercare il pelo nell'uovo, e senza passare al lambicco della ragione il voto eterno del mio cuore ... Bene! non potrai dire che non sia un bel giovine, d'aspetto maschio e generoso, benché lo abbia poi trovato al cimento un perfido, uno spergiuro, un disleale, un vero capo d'oca col cuore di lepre ... Voleva renderlo l'idolo il padre salvatore d'un popolo intero; e in aggiunta a questo dono gli prometteva anche il mio cuore, tutto quello ch'egli avrebbe voluto da me! ... Manlio condannò a morte i figliuoli, Bruto uccise il proprio padre! Ecco gli esempi per chi ha cuore e polsi da imitarli! ... Vi confesso ch'io non avrei avuto né cuore né polsi da sfoderare una tirata così violenta come questa della Pisana; ma aveva cuore e intendimento bastevole per comprenderla, onde ammirando piucché altro quei fieri moti d'un'indole ardente e generosa, mi pentii di averla assai mal giudicata dalle prime parole ... con quel cuore di coniglio! ...
Confessioni di un Italiano (pagina 169)
di Ippolito Nievo (estratti)

... — Prima di tutto fui all'aperto, all'aria libera a respirare, a chieder ispirazione da Dio; indi come il cuore mi consigliava tornai in questa casa, interrogai i padroni, i portinai ... Quando poi udii la vita che voi menavate qui, proprio come fratello e sorella, semplice modesta riservata! quando udii i delicati riguardi da voi tenuti sempre verso l'Aglaura, allora la certezza della vostra innocenza mi slargò il cuore, allora compiansi maledii la mia stolta precipitazione e giurai che non avrei lasciato passare una notte senza togliervi dal cuore il coltello ch'io vi aveva confitto! ... Ella mi comprese o comprese forse il proprio cuore: onde prese la mano del giovine, e mettendola nella mia, così com'eravamo uniti tutti e tre in una sola stretta, soggiunse: — Basta, Spiro! Ecco la nostra risposta! Formeremo una sola famiglia! ... Accettai dunque l'Aglaura per sorella di tutto cuore, ne ringraziai il cielo come d'un insperato e prezioso presente, e m'adoperai a tutt'uomo perché il presente fosse reso più gradito a mille tanti col cambiare in parentela l'amicizia che mi univa a Spiro ... L'Aglaura, che avea preso il partito di aver comune con me il padre giacché aveva la madre, mi rispose in nome suo che sarebbe fatto, e che ella cercherebbe ogni modo d'averne contezza sovente, poiché anche a lei stava a cuore un sì buon papà ... Cionullameno quella festa d'una città italiana, già signora di sé, con corte, con leggi, con privilegi proprii, la quale si metteva uguale colle altre per esser libera o serva, felice od infelice insieme alle altre, mi saldò nel cuore un bel germoglio di speranze ...
Confessioni di un Italiano (pagina 174)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Mio Dio! Chi potrebbe esprimere la tempesta che mi si sollevò nel cuore? ... Timori, sospetti, gelosie, vendette che mi avevano gonfiato il cuore un istante s'erano dileguati; l'amore era rimasto solo, colla sua fede che rinasce dalle ceneri come la fenice, colla sua forza che vince la stessa morte perché la disprezza e l'obblia ... Colla Pisana in collo, colla disperazione nel cuore, la minaccia più spaventosa negli occhi, rotando forsennato una spada sgominai una fila di nemici che si scaldava spensierata all'incendio del convento ... Ch'egli tolse di mano a me la vendetta, e me ne porse un'altra che forma la mia vergogna, il mio tormento di ogni giorno, d'ogni minuto! Altrimenti sul seno stesso della tua druda t'avrei piantato un pugnale nel cuore; e aveva tanta forza in questo mio braccio che d'un colpo solo v'avrei annientati ambidue! ... Una pugnalata di sua mano recherà a me la morte, ed al tuo cuore pusillanime un rimorso senza fine! ...
Confessioni di un Italiano (pagina 189)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Come bacerei di cuore voi, la Pisana, il dottor Lucilio ... Se le guerre continuano farà certo fortuna, ed io gliela auguro perché in mezzo a' suoi difettucci ha un cuore un cuore che si farebbe a fette per gli altri ... Bell'anima d'amico! E si scusava di non saper scrivere! dove si sente il cuore, chi bada alle parole? Chi cerca lo stile quando l'anima ha toccato dolcemente l'anima nostra? — Non mi vergogno a dirvi ch'io piansi su quella lettera, non per le frasi in sé, che forse nessuno ci troverebbe da commoversi, ma appunto per quello studio gentile e pietoso di non commovere, per quella cura dilicata e faticosa di non iscoprire ai lontani tutte le nostre piaghe, acciocché il piacere di aver nuove dell'amico non sia troppo amareggiato dal dolore di saperlo infelice! La morte del padre, lo sperperamento della famiglia, il cattivo cuore dei fratelli; io m'immaginava che tutti questi colpi l'uno sopra l'altro avean dovuto ferire l'animo di Bruto più di quanto egli voleva mostrare ... Me lo figurava vicino all'Aquilina, a quella cara e leggiadra ragazzetta così grave così amorosa e che nell'infanzia dimostrava il più soave e compassionevole cuore di donna che si potesse desiderare! Ella avrebbe lenito colla sua ingenuità coi suoi sorrisi celesti i dolori di Bruto, lo avrebbe compensato delle cure che si prendeva per lei; e n'era certo che quelle due creature riunite insieme dopo tante procelle avrebbero trovato nell'amicizia fraterna la felicità e la pace ...
Confessioni di un Italiano (pagina 202)
di Ippolito Nievo (estratti)

... La Pisana aveva, se non mi sbaglio, ventott'anni, ne mostrava venti, e nel cuore e nel cervello non ne sentiva infatti più di quindici ... Secondo lui bisognava aspettare pazientemente che il Signore toccasse il cuore a suo padre; ma il dottore, che avea somma premura di toccargli la borsa, non si stava cheto a questi conforti del fratello prete ... La assicurava che il cuore di lui rimaneva sempre pieno di lei, e che della spezialessa non amava in fondo altro che le settecento lire ... Solo a vederla da lontano ci si strinse il cuore di compassione ... Mi ricordai di quel libricciuolo trovato anni prima in quella camera, e che nel mio cuore disperato avea rimessa la rassegnazione della vita e la coscienza del dovere ...
Confessioni di un Italiano (pagina 205)
di Ippolito Nievo (estratti)

... — Non farò null'altro che quello che il cuore mi comanda ... — Ebbene, il tuo cuore ha parlato ... — Tu, se ne hai il cuore: io no ... Si studiava perfino di sfuggirmi, di fare con me la stizzosa perché non si avvedessero di quanto succedeva nel suo cuore, e la concordia rinascesse in mezzo a noi ... Lo credereste che la sua attitudine finì di commovermi affatto, e che sentii d'un subito nel cuore l'annegazione stessa della Pisana? ... La Pisana non capiva in sé pel contento di questi felici effetti, e la sua gioia talvolta m'incaloriva in una virtuosa emulazione, tal'altra mi cacciava nel cuore la fitta della gelosia ... Oh qual tumultuoso vortice d'affetti s'ingroppa e si sprofonda fra le piccole pareti d'un cuore! Anche allora io diedi prova di quell'estrema pieghevolezza che impresse molte azioni della mia vita d'un colore strano e bizzarro, per quanto la mia indole tranquilla ...
Confessioni di un Italiano (pagina 223)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Dall'amor tuo solo così generoso e costante presi il coraggio di guardare dentro di me e dire: “Non son poi tanto spregevole se un tal cuore continua ad amarmi ... — Alzati, Pisana! le tue preghiere mi svergognano; non avrò più cuore di guardarti in viso, né di domandarti perdono! ... — Carlo, Carlo, per carità non mettermi nel cuore un sì atroce rimorso! Libera questi miei ultimi giorni dalla sola paura che possa amareggiarli! ... Se penserai all'Aquilina che io ti ho confidato, ai figliuoli che tu generasti e ai quali ti stringono sacri e inviolabili doveri, alla tua patria, alla mia patria, Carlo, per la quale ha sempre battuto questo mio piccolo cuore, per la quale dovunque mi porti la volontà di Dio io non cesserò di pregare, e di sperare! ...
Confessioni di un Italiano (pagina 244)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Io lo benedissi dal fondo del cuore e sperai che il cielo avrebbe secondato le generose speranze del figlio e i supplichevoli voti del padre ... Ma il cuore che batteva sotto quell'assisa indescrivibile era sempre il suo; un cuore di fanciullo insieme e di soldato ...
Confessioni di un Italiano (pagina 247)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Povero vanerello, che pretendeva conoscere il vigore dei muscoli dalla morbidezza della pelle, e giudicava di cavalli nella stalla! Sorse il giorno che il derisore fu lo scherno dei derisi; e dovette chinar il capo sotto la punizione più tremenda che possa affliggere il cuore d'un uomo, sotto un oltraggio immeritato, ma giusto ... Una voce divina, che mi parlava in cuore ma non sorgeva certo dal cuore briaco d'ira e d'orgoglio, mi riscosse le intime fibre dell'anima ...
Decameron (pagina 74)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... ” Conobbe il prenze la grandezza dell'animo della sua figliuola ma non credette per ciò in tutto lei sì fortemente disposta a quello che le parole sue sonavano, come diceva; per che, da lei partitosi e da sé rimosso di volere in alcuna cosa nella persona di lei incrudelire, pensò con gli altrui danni raffreddare il suo fervente amore, e comandò a' due che Guiscardo guardavano che senza alcun romore lui la seguente notte strangolassono; e trattogli il cuore a lui il recassero ... Alla quale venuto il famigliare e col presento e con le parole del prenze, con forte viso la coppa prese; e quella scoperchiata, come il cuor vide e le parole intese, così ebbe per certissimo quello essere il cuor di Guiscardo; per che, levato il viso verso il famigliar, disse: “Non si convenia sepoltura men degna che d'oro a così fatto cuore chente questo è: discretamente in ciò ha il mio padre adoperato ... ” E così detto, non altramenti che se una fonte d'acqua nella testa avuta avesse, senza fare alcun feminil romore, sopra la coppa chinatasi piagnendo cominciò a versar tante lagrime, che mirabile cosa furono a riguardare, basciando infinite volte il morto cuore ... Le sue damigelle, che da torno le stavano, che cuore questo si fosse o che volesson dir le parole di lei non intendevano, ma da compassion vinte tutte piagnevano e lei pietosamente della cagion del suo pianto domandavano invano e molto più, come meglio sapevano e potevano, s'ingegnavano di confortarla ... La qual poi che quanto le parve ebbe pianto, alzato il capo e rasciuttisi gli occhi, disse: “O molto amato cuore, ogni mio uficio verso te è fornito, né più altro mi resta a fare se non di venire con la mia anima a fare alla tua compagnia ... ” E questo detto, si fé dare l'orcioletto nel quale era l'acqua che il dì davanti aveva fatta, la quale mise nella coppa ove il cuore era da molte delle sue lagrime lavato; e senza alcuna paura postavi la bocca, tutta la bevve e bevutala con la coppa in mano se ne salì sopra il suo letto, e quanto più onestamente seppe compose il corpo suo sopra quello e al suo cuore accostò quello del morto amante: e senza dire alcuna cosa aspettava la morte ... ” L'angoscia del pianto non lasciò rispondere al prenze; laonde la giovane, al suo fine esser venuta sentendosi, strignendosi al petto il morto cuore, disse: “Rimanete con Dio, ché io mi parto ...
Diario del primo amore (pagina 2)
di Giacomo Leopardi (estratti)

... Volendo pur dare qualche alleggiamento al mio cuore, e non sapendo nè volendo farlo altrimenti che collo scrivere, nè potendo oggi scrivere altro, tentato il verso, e trovatolo restio, ho scritto queste righe, anche ad oggetto di speculare minutamente le viscere dell'amore, e di poter sempre riandare appuntino la prima vera entrata nel mio cuore di questa sovrana passione ... Avanti d'addormentarmi ho previsto con gran dispiacere che il sonno non sarebbe stato così torbido come le notti passate, e così è successo, ed ora tutti quegli affetti sono debolissimi, prima per la solita forza del tempo, massimamente in me, poi perchè il comporre con grandissima avidità quei versi, oltre che m'ha e riconciliato un poco colla gloria, e sfruttatomi il cuore, l'avere poi con ogni industria ad ogni poco incitati e richiamati quegli affetti e quelle immagini, ha fatto che questi non essendo più così spontanei si sieno infievoliti ... Ma perchè essi mi vadano abbandonando, non me ne scema il voto del cuore, anzi più tosto mi cresce, ed io resto inclinato alla malinconia, amico del silenzio e della meditazione; e alieno dai piaceri che tutti mi paiono più vili assai di quello c'ho perduto ... E insomma io mi studio di rattenere quanto posso quei moti cari e dolorosi che se ne fuggono: per li quali mi pare che i pensieri mi si sieno più tosto ingranditi, e l'animo fatto alquanto più alto e nobile dell'usato, e il cuore più aperto alle passioni ... Ieri sera la continua malinconia di tre giorni, la spessa e lunga tensione del cervello, tre notti non dormite, l'inquietudine, il mangiar meno del solito, m'aveano alquanto indebolito, e istupiditami la testa; nondimeno io era e sono contento di questo stato di malinconia uguale uguale, e di meditazione, vedendomi anche l'animo più alto, e non curante delle cose mondane e delle opinioni e dei disprezzi altrui, e il cuore più sensitivo molle e poetico ...
Fermo e Lucia (pagina 4)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... Ma Fermo vorrà delle ragioni, e non istarà quieto, e la ragione buona non si poteva dire a tutto il mondo, troverà strano questo ritardo, e molto più una ripulsa, mormorerà, e che cosa rispondere? E se Fermo ricorre? Angustiato da questi pensieri il nostro Curato per sollevarsi un poco si scatenava in suo cuore contro chi era venuto a togliergli per sempre la sua pace ... Ma ora gli diede in suo cuore tutti i titoli contro i quali l'aveva difeso in altre occasioni ... Io l'ho sempre servita di cuore e con attenzione, ma ella sa,» e qui fece voce da piangere, «ella sa che i misterj non li posso soffrire ... » In fondo il curato aveva voglia di scaricare il peso del suo cuore, onde fattigli ripetere seriamente i più grandi giuramenti le narrò il miserabile caso, mentre la buona Vittoria, tra la gioja del trionfo, e l'inquietudine del fatto che non poteva esser lieto, spalancò gli orecchi e ristette colla posata alzata nel pugno che tenne puntato sulla tavola ...
Fermo e Lucia (pagina 11)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... » Agnese aggiunse altri consigli, e Fermo partì colle lagrime agli occhi, e col cuore in tempesta, ripetendo di tempo in tempo queste portentose parole: «A questo mondo v'è giustizia finalmente ... » Questa vista e questi discorsi crescevano vie più la mestizia del buon Capuccino, il quale camminava col tristo presentimento in cuore di andare ad udire una qualche sventura ... Ma perchè aveva egli in cuore questo presentimento? E perchè si pigliava tanto a cuore gli affari di Lucia? E perchè al primo avviso si era egli mosso come ad una chiamata del Padre Provinciale? E chi era questo Padre Cristoforo? Se il lettore non fa tutte queste interrogazioni per malevola impazienza nè per cavillare il povero narratore, ma per una sincera volontà d'imparare e di essere informato della storia, legga quello che siamo per dirgli intorno al nostro buon frate, e sarà soddisfatto ...
Fermo e Lucia (pagina 31)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... Finalmente con voce commossa, e contenendo le lacrime: «Dio sia con voi,» disse: «partite senza ritardo: il cuore mi dice che ci rivedremo presto ... » Certo, il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire ... Ma che sa egli il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto ... L'uomo sa tormentar l'uomo nel cuore; e amareggiargli il pensiero di modo che anche la memoria dei momenti passati lietamente affacciandosi ad esso perde ogni bellezza, e porta un rancore non temperato da alcuna compiacenza; è tutta dolorosa: reca all'afflitto una certa maraviglia che abbia potuto altre volte godere, e non desidera più quelle contentezze delle quali non gli par più capace la sua mente trasformata ... Qui Fermo avrebbe voluto sostare almeno tutta la giornata, ma Agnese e Lucia lo persuasero a partire, ed egli partì, tutto incerto dell'avvenire, ma certo almeno che un cuore rispondeva al suo, e viveva delle sue stesse speranze ...
Fermo e Lucia (pagina 40)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... L'immagine di colui al quale il suo cuore sgraziato e leggiero si era abbandonato un momento gli compariva accompagnata di tanti dispiaceri che aveva perduta ogni forza sulla sua fantasia ... Scacciato dal cuore questo nimico, il quale a dir vero non vi aveva preso gran piede, raffreddata alquanto l'ira dalla tristezza e dal timore di peggio, e dal pensare che al fine il castigo era meritato, il pentimento di Geltrude cominciò ad essere più dolce, divenne un sollievo ... Questo discorso era al cuore di Geltrude come lo scorrere di una mano ruvida sur una piaga ... Geltrude si stava stordita fra i diversi affetti che si succedevano nel suo cuore, non sapeva che dire, non sapeva che si avesse detto: dubitava di essersi troppo avanzata, o d'essere stata strascinata più innanzi che ...
Fermo e Lucia (pagina 47)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... Come le è venuta questa risoluzione di abbandonare il mondo, e di farsi monaca?» Se il buon ecclesiastico avesse avuta l'intenzione di aflliggere, di umiliare, e di confondere Geltrude, non avrebbe potuto scegliere una interrogazione più opportuna di questa: ma egli era ben lontano dal supporre l'effetto ch'ella doveva produrre, e l'aveva fatta nella semplicità del suo cuore, e per adempire alle regole del suo uficio, che la prescrivevano ... L'altra occupazione era di accelerare quanto più si poteva tutte le operazioni preliminari alla vestizione, per uscir di casa, per esser chiusa una volta, per precludersi ogni strada al tornare addietro, per non sentirsi più nascere in cuore quell'intollerabile: – potrei forse ancora – ... Diremo dunque che Geltrude entrò nel monastero di Monza, e che assunse l'abito; che scorso il tempo del noviziato nel quale la sua risoluzione parve sempre più spontanea e ferma, perchè ella mostrava tutto ciò che poteva farlo credere, e divorava nel suo cuore tutto ciò che avrebbe potuto far credere il contrario, trascorso questo tempo, ella fece la solenne professione, con una pompa straordinaria, e quale si conveniva alla casa ... Il sacrificio fu consumato, il dono fu posto su l'altare, ma era di frutti della terra; la mano che ve lo aveva posto non era monda; il cuore non lo offriva; e lo sguardo del cielo non discese sovr'esso ...
Fermo e Lucia (pagina 48)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... Ma per non precorrere ora agli eventi col racconto, diremo che Geltrude dopo la sua professione, continuava ad opporre nel suo cuore un ostacolo ai rimedj e alle consolazioni che la religione avrebbe date alla sua sciagurata condizione: e questo ostacolo erano le consolazioni ch'ella andava cercando altrove, e particolarmente nelle cose che potevano lusingare il suo orgoglio ... Ma quando dalle sue consulte ella aveva conchiuso che anche in quell'abito ella era avvenente assai, quand'anche ella se lo udiva ripetere dalle più mondane o dalle più adulatrici fra le sue compagne, il suo cuore ne rimaneva tutt'altro che soddisfatto ... E quando poi il suo cuore le rinfacciava anche quella poca parte di piacere così mescolato e corrotto ch'ella aveva gustato, ella sentiva più rabbia che pentimento ...
Fermo e Lucia (pagina 79)
di Alessandro Manzoni (estratti)

... via mi fareste piacere: mostratemi che vedete nel mio cuore più ch'io non vegga: parlate voi per me, che forse, forse, potreste indovinare ... » «E che?» disse il Cardinale come affettuosamente rimproverando: «Voi avete una buona nuova da darmi, e me la fate tanto sospirare?» «Una buona nuova! io! una buona nuova! ho l'inferno in cuore, e vi darò una buona nuova! Ah! ah! voi non vedete qua dentro ... » «Che Dio vi ha toccato il cuore, e vuol far di voi un altr'uomo;» rispose tranquillamente il Cardinale ... Dov'è questo Dio?» «Voi me lo domandate,» rispose Federigo, «voi? E chi l'ha più vicino di voi? Non lo sentite in cuore, che vi tormenta, che vi opprime, che vi abbatte, che v'inquieta, che non vi lascia stare; e vi dà nello stesso tempo una speranza ch'Egli vi acquieterà, vi consolerà, solo che lo riconosciate, che lo confessiate?» «Certo! certo!» rispose dolorosamente il Conte, «ho qualche cosa che mi tormenta, che mi divora! Ma Dio! Che volete che Dio faccia di me? Foss'anche vero tutto quello che dicono, non ho altra consolazione che di pensare che nemmeno il diavolo non mi vorrebbe ...
Fior di passione (pagina 22)
di Matilde Serao (estratti)

... Il mio sogno è scomparso, l'amore del mio cuore è distrutto ... Io conterò sempre sul suo fermo cuore, lei conterà sul mio cuore affettuoso ... Sento un unghia che mi lacera il cuore, me lo sento sanguinare: a goccia a goccia perdo il più ricco sangue della mia vita ...
Garibaldi (pagina 4)
di Francesco Crispi (estratti)

... Gli austriaci lo cercano, lo spiano, lo attendono, ed egli scioglie la legione, amareggiato il cuore per la perdita della sua compagna, sconfina il territorio toscano e si salva ... Ai nostri giorni siamo più modesti; l'altare di Garibaldi è nel cuore di ogni patriota, senza distinzione di partito nè di classe ...
Giambi ed Epodi (pagina 3)
di Giosuè Carducci (estratti)

... A questa volta son con noi le squadre, Né Gesù ci scompiglia: Egli è in collegio al Sacro Cuore, e il padre Curci lo tiene in briglia ... – II E pur tu sei canuto: e pur la vita Ti rifugge dal corpo inerte al cuor, E dal cuore al cervel, come smarrita Nube per l'alpi solvesi in vapor ... Feroce forse come il tuo m'accampa, Dante padre, nel cuore odio e disdegno; Ma chiusa rugge la vorace vampa Me distruggendo, e mai non giunge al segno ...
I nuovi tartufi (pagina 11)
di Francesco Domenico Guerrazzi (estratti)

... Costui ritto, attaccato alla parete, non fiatava; il cuore per paura di tratto in tratto gli dava dentro un trabalzo, ma egli costringeva quel cuore ribelle a starsi quieto con mano di ferro ... La dileggiarono, la schernirono; ella indicava il cuore, e le risposero con un coro di risa chiamandola: pazza! pazza!—ella prese a piangere, e le fecero sfolgorare su gli occhi napoleoni nuovi, ghinee di Giorgio IV ardenti e lampeggianti: ella supplicò a mani giunte la lasciassero in pace, e tutti insieme l'ammirarono per la stupenda attitudine a sostenere qualunque parte, anche la Maddalena penitente, la Margherita da Cortona:—brava, bravissima per verità! Tribolata con mille modi, impaziente di cotesta infame tortura con le fibre più dolorose del cuore, la peccatrice cessa le lacrime allo improvviso, con ambe le mani si tira i capelli dietro le orecchie, e favella risolutamente: "Levatemi davanti il prezzo del sangue! Guai a voi se lo accetto; io nol potrò tenere in mano non altramente che se fosse un tizzo acceso, e lo porterei al Magistrato, per impiccarmi poi come Giuda… ...
Il benefattore (pagina 11)
di Luigi Capuana (estratti)

... Eppure, dopo averci lungamente riflettuto su durante parecchi giorni, e notando l'insistente perduranza della impressione del sogno, egli avea finito con lusingarsi che la spiegazione di quel dottore poteva benissimo adattarsi al suo caso: cioè che la signora Arici, chi sa perchè?… forse nell'occasione di quella rottura che non era un mistero per nessuno… Le stranezze del cuore femminile sono infinite! Insomma, perchè no?… Si erano dati casi assai più assurdi di questo… E per curiosità e lusingato anche dalla vanità, si era proposto di verificare se il suo fosse stato un sogno ammonitore ... Insomma, perchè no? * * * Non avea vinto facilmente; e, terzo, con la curiosità e la vanità, il suo cuore era entrato nella lotta, incitato dalla lunga resistenza della signora Arici, e anche dalla convinzione che quel dottore non s'ingannava giudicando certi sogni opera di inconsapevole trasmissione di pensiero ... Ti ho amato sempre, tanto! Ma sembrava che le parole le uscissero di bocca in modo meccanico, ch'ella le ripetesse come cosa appresa a memoria, senza che il cuore e l'anima vi prendessero parte ...
Il diavolo nell'ampolla (pagina 2)
di Adolfo Albertazzi (estratti)

... È nel cuore? E anche se non ci date mente, anche se discorrete d'altro, anche se scherzate e ridete, anche se non ve ne accorgete, a poco a poco, la passione, dentro, cresce cresce ... Chi avrebbe mai detto che il cuore, intanto, gli si riempiva in questa maniera? E lungo la strada da San Niccolò a casa non s'era divagato facendo castelli in aria? E nell'incontro col fratello e con la madre, e durante la cena non aveva provato come l'alleggerimento d'un peso? Non aveva dormito tutta la notte, di gusto, senza sogni? Ma intanto, a poco a poco, la passione cresceva, seguitava a riempirgli il cuore ... Forse aveva sbattuta la bisaccia salendo in treno, o scendendo? Non importava saper il come e il perchè; era rotta, ecco! Ne ritrasse i pezzi, li osservò, e allora — basta un niente quando il cuore è troppo pieno — allora stringendo di più a sè il figliuolo col braccio destro, distese il braccio sinistro su la tavola, vi appoggiò la fronte e ruppe in singhiozzi ... — Guardate! Cominciava l'esaltazione dei pregi; la speculazione dubitosa dei difetti e dei vizi; e mentre i venditori attendevano con le braccia conserte o le mani aperte sul petto, il pollice entro i giri del panciotto, i compratori esaminavano a fatica i denti, sorridevano al vecchio inganno delle corna ingiallite e lustrate con olio e mallo di noce, scostavan le moscaiuole per veder del tutto la quiete degli occhi, tastavano le gambe ai malleoli se non celassero vesciconi, raccoglievano in pugno la pelle del fianco per accertarne la morbidezza, accostavano l'orecchio ad ascoltar il respiro e il cuore ...
Il diavolo nell'ampolla (pagina 7)
di Adolfo Albertazzi (estratti)

... A poco a poco gli rifluiva nel cuore una soavità immensa ... Egli vedeva bene che era un sogno, che non poteva essere già sposa; nondimeno a scorgerla così felice, non godeva: soffriva in fondo al cuore ... Ah ecco, tornava quale doveva essere: bambina; lo chiamava; e poichè, stretto al cuore, egli non ricuperava la voce a risponderle, rompeva in pianto ... Nessuno udiva; e cosa poteva far lui, vecchio impotente, inchiodato in una scranna, con quella angustia nel cuore, con quella certezza che aveva di un pericolo, di un male — a tardare — irrimediabile! Impazzire, morire! La bambina! Ma forse non era vero quel che aveva inteso dir tante volte? Se era vero, no, Dio non lo permetterebbe! Avrebbe misericordia ... Perchè dunque, perchè castigarlo in una maniera così barbara, in una creatura innocente, che era la sua consolazione, il cuor del suo cuore? Impazzire; morire! Dio santo! no! Il vecchione ebbe una scossa di tutti i nervi; tutta la vitalità che gli restava insorse afferrata dalla volontà indomita, e lo sospinse a un impeto prodigioso, a una possanza furibonda, a un miracolo ...
Il fiore (pagina 11)
di Dante Alighieri (estratti)

... Or sì mi doglio quand' i' mi rimiro Dentro a lo specchio, ed i' veggo invecchiarmi: Molto nel mïo cuore me n'adiro ... CXLVIII La Vecchia «I' era bella e giovane e folletta, Ma non era a la scuola de l'amore Istata; ma i' so or ben per cuore La pratica la qual ti fie qui detta ... CLI La Vecchia «Ancora d'altra parte cuore umano Non penserebbe il gran dolor ch'i' sento Tratutte l'ore ch'i' ò pensamento De' be' basciar' che m'ànno dato mano ... L'un dice che 'n un sol luogo il tu' cuore Tu metta, sanza farne partimenti; L'altro vuol che·ssie largo in far presenti: Chi di ciò 'l crede, falleria ancore ...
Il ponte del Paradiso (pagina 33)
di Anton Giulio Barrili (estratti)

... — Dite un uomo di cuore ... Sì, vi ripeto, un uomo di cuore; e non lo riconosco tale da oggi ... — Oh, a proposito, — gridò ella, mozzandogli in bocca le parole supplichevoli, — perchè non mi dai del tu? — Non era la risposta ch'egli s'aspettava da lei, pregandola con tanta effusione di cuore ... — E ti piaceva molto? E tornando a casa col cuore sollevato da un peso enorme, ti sei addormentato in una gran sicurezza? — Colpiva giusto, fors'anche senza saperlo ...
Il ponte del Paradiso (pagina 43)
di Anton Giulio Barrili (estratti)

... E a me deve importare moltissimo che si confidi con Lei, anzichè con altri, che sia meno amico di ambedue; non le pare? — Il signor Brizzi, che era tutto cuore, promise assai volentieri ... Di certo, andava a trovare la Galier, avendo anch'essa bisogno di sfogarsi, di versare la piena delle sue afflizioni nel cuore compassionevole della contessa, della sua intima amica, dell'amica più vera, anzi dell'unica, che avesse per tale ... Arcani del cuore! Quando fu giunta al portone della Galier, la signora Zuliani entrò nel vestibolo, ma non si volse già verso la scala a collo, che conduceva al quartierino dell'amica; si volse in quella vece al cortile, e prese la scaletta di servizio che metteva allo stabile attiguo ...
Il ponte del Paradiso (pagina 53)
di Anton Giulio Barrili (estratti)

... Solo la bontà di cuore del conte Aldini, la sua rettitudine, la sua probità verso di noi, ci mettono a parte di quel triste segreto ... Con che cuore, dimmelo tu, con che cuore andrei io all'altare, pensando che dopo la cerimonia, il padrino delle mie nozze, si toglierebbe la vita? — Capisco, — rispose il signor Anselmo ... — E intanto, cara mia, che si fa coll'Aldini? Egli ha riconosciuta la necessità di farti sapere tutta la sua confessione, ma soggiungendo che ne dovevano conseguire due mali; uno, il più grave, e per lui certamente insopportabile, che il tuo cuore si allontanasse da lui; l'altro, che ne sarebbe il corollario immediato, di non potersi presentare questa sera da noi ... il cuore mi diceva, il cuore che non s'inganna mai, che fossero vecchie lune, tramontate da un pezzo, e che solo per orgoglio offeso, od altro di simile, quella donna mi odiasse ...
Il servitore di due padroni (pagina 7)
di Carlo Goldoni (estratti)

... CLARICE Il mio cuore non è capace di uno sforzo sì grande ... CLARICE Ma se mi sento scoppiar il cuore! Scena diciannovesima Beatrice da uomo, e detti ... BEATRICE Così severa con chi vi è destinato in consorte? CLARICE Se sarò strascinata per forza alle vostre nozze, avrete da me la mano, ma non il cuore ... BEATRICE (Questa povera giovane mi fa pietà; non ho cuore di vederla penare) ... Se avete ad altri impegnata la destra, anch'io con altri ho impegnato il cuore ... Parlovi con il cuore sulle labbra; e se mi promettete quella segretezza, che mi negaste poc'anzi, vi confiderò un arcano, che metterà in sicuro la vostra pace ... Pensate, se aspiravo di cuore alle vostre nozze! CLARICE E di vostro fratello, che nuova ci date? BEATRICE Egli morì purtroppo d'un colpo di spada che lo passò dal petto alle reni ...
Intrichi d'amore (pagina 3)
di Torquato Tasso (estratti)

... CAMILLO Di chi? MAGAGNA E voi di chi? CAMILLO Di una che mi tiene il cuore ... MAGAGNA E io di una che li tengo il cuore ... CAMILLO Beato te, poichè tenendo il suo cuore, tieni quanto desideri ... MAGAGNA Anzi, beato voi che tenete il vostro cuore dentro il suo, e non io che non posso tenere il cuore mio dentro al suo ... Lavinia mi rifiutarà tanto più sapendo l'indegnità mia, la qual s'io nascondo non potrò ottener Cornelia, cuore del mio cuore ... MAGAGNA Che Cornelia? Che Cornelia? Che parli di Cornelia? Non mi levar, di grazia, Cornelia, che ha più di tre anni benedetti che mi cosse il cuore, di sorte che son diventato fornace ardentissima, che non faccio altro che cocere carboni, cenere e facelle ... MAGAGNA Sì, voltate e rivoltate quanto volete, che indurato è il cuore di Faraone ...
L'amore che torna (pagina 21)
di Guido da Verona (estratti)

... La sua tragedia era finita: in quel morto cuore ella non palpitava più ... L'Hohenfels andò in campagna, dopo averla invitata seco più volte; la baronessa von Ritzner era su le montagne dell'Engadina, malata di cuore: le scriveva le sue sofferenze, pregandola di tornare con lei ... La baronessa era deperita molto; le crisi al cuore in pochi mesi l'avevano sensibilmente invecchiata ... E molte cose avvennero inoltre, anche nel cuore di questa errante fanciulla, cui troppi desiderii altrui, torbidi e tenaci, avevano già irritato i sensi; ed avvenne che le due bocche giovini, più volte, con stordimento, s'incontrarono, ed una notte che il cielo terso dell'alta montagna brillava d'infinite stelle, nell'ombra, nell'oblìo d'un'ora, ella imparò paurosamente l'amore ... I luoghi della sua giovinezza le dettero al cuore una commozione profonda; ma ora vedeva sotto una luce nuova questa libera e splendida città del piacere, dove nell'aria stessa trema una vibrazione di vita che assilla i desiderii ed esalta i sogni fino al tormento ...
L'amore che torna (pagina 47)
di Guido da Verona (estratti)

... Un sentimento quasi di disagio m'ha impedito finora di riprendere con te, a cuore aperto, l'antica nostra confidenza ... E tu, se non mi serbi rancore, scrivimi qualche volta, chè troppo il tuo silenzio mi lascia il cuore deserto ... Serba nel cuore l'amicizia ch'io ti mantengo immutata e volgimi qualchevolta un pensiero d'affettuoso ricordo ...
L'amore che torna (pagina 62)
di Guido da Verona (estratti)

... — gridava il cuore disperatamente, — amore ... Pranzai all'albergo; la sera volli uscire in cerca del Capuano, ma il mio cuore talmente si strinse non appena fui nella strada, che tornai sùbito indietro, mi chiusi nella camera e scrissi ad Elena ... La vita le aveva insegnato a celarsi, ma il suo cuore fioriva come una pianta odorosa, che sveli con la sua fragranza il nascondiglio ... Perenne tormento, perenne inutilità del mio cuore! Mi sentii malato; una voglia sterile di baci tormentò le mie labbra desiderose; e nell'età virile, quando già si comincia ad inaridire, sentii che la vita in me tornava, che tornava l'amore, come una chiara fontana dissuggellatasi all'improvviso ... Maremma dell'anima, questa parte di me stesso aveva continuamente soffocato la mia volontà, sopraffatto in me i sogni, le speranze, i sentimenti, e mi pareva incredibile che l'amore d'una donna sapesse infine vincere questo mio cuore in cui tutto inaridiva ...
L'amore che torna (pagina 64)
di Guido da Verona (estratti)

... So una cosa: il tuo cuore non amerà mai — il mio mai più ... Ero giunto a quell'ora, tristissima fra tutte, in cui l'uomo comprende come la sua piccola superbia non basti a vivere, come tutto sia precario ciò che non viene dal cuore ... Le scrissi, non rispose; quando fui sul punto di partire, compresi che sarebbe stata una inutile follìa, e per non parere vile, chiuso nella fierezza rimastami, cercai che il mio cuore la dimenticasse ... Oh, di quella casa non dimenticata, come da lontano risplendevano le finestre quando vi giunsi ad un calar del sole, sul barroccio di Lazzaro, che m'accompagnava! E, nel cuore popolato di memorie, che intraducibile sofferenza muta! Fiorivano tutte le siepi e dalle campagne lontanamente invase da un tenue color di viola, primo vapore della notte, venivano su le fragranze vegetali delle praterie nuove, miste con l'odorar forte dei giacinti selvatici, dei bianchi narcisi, che a migliaia constellavano le riviere ...
L'amore che torna (pagina 70)
di Guido da Verona (estratti)

... Meditai di uccidermi per non soffrire più, e certo l'avrei fatto, se nel cuore, profondo come il fuoco della stessa mia vita, non mi fosse rimasto il pensiero di poterla riavere un giorno ... Ogni coltre mi era insonne, ogni mensa discara, ogni città piccola e cupa; il riso, che andavo cercando, increspandomi le labbra, mi torceva il cuore ... Però, se posso aiutarti in qualche piccola cosa, lo farò di buon cuore: so che hai avuto molti rovesci ... insomma, ti apro il cuore come ad un amico, gli è che io, neanche oggi, non sono in grado di pagartele ...
L'amore che torna (pagina 87)
di Guido da Verona (estratti)

... Poich'era migliore di quanto supponessi, rimane in fondo al mio cuore la memoria quasi d'un amico, ed il pensare a lui mi fa profondamente male ... e cerco di aver più paura, in questo silenzio, nel cuore della notte, perchè i miei occhi non debban sorridere guardando il sole che laggiù brilla ... Inoltre il mestiere ha i suoi lati buoni; si ha da fare coi preti, che son gente accorta, si va per le case altrui, sbirciando nel cuore delle famiglie; la fatica, se talvolta è gravosa, in compenso non è lunga, e, mentre tutte l'altre industrie possono allentarsi o far difetto all'operaio, quella delle sepolture non varia, e di morti ve ne son tanti ogni giorno, ricchi e poveri, dappertutto ... In verità sono stato un inutile; ho avuti alcuni desiderii grandi, che nel mio cuore inane si spensero come incendi effimeri di festuche in un campo, brillarono e caddero come il razzo vanaglorioso d'un fuoco artificiale ...
L'arte di prender marito (pagina 6)
di Paolo Mantegazza (estratti)

... Tu mi hai sempre confidato i pensieri più segreti del tuo cuore: confidami anche questo ... Ma il suo cuore traboccava: i segreti che vi teneva rinchiusi la soffocavano, la uccidevano, e a chi confidarli? Essa non aveva che un'amica, Maria, con cui aveva studiato, a cui aveva tutto confidato, benchè le fosse maggiore di qualche anno; ma essa si era maritata da due anni ed era andata a vivere a Perugia ... Ma ecco che inaspettatamente Emma riceve per la posta un biglietto con queste parole: Amica del mio cuore, Domani lascio Perugia per qualche giorno e sarò da te verso sera ... Apri grandi le braccia per stringermi al tuo cuore ...
La favorita del Mahdi (pagina 7)
di Emilio Salgari (estratti)

... L'arabo cantava sempre, con maggior dolcezza, con tono più malinconico, e ogni volta che pronunciava il nome dell'almea, il greco sentivasi il sangue accendere e il cuore battere più precipitosamente ... Una terribile lotta fervevagli nel cuore, lotta gigantesca nella quale si cozzavano furiosamente due passioni egualmente grandi: l'amore per la bella Elenka alla quale gli aveva giurato fedeltà e l'amore per Fathma, l'incomparabile creatura dagli occhi di fuoco che l'aveva suo malgrado affascinato ... Aveva un bel dire che a Elenka aveva promesso la sua mano, aveva un bel dire che Elenka aveva gli occhi neri e pieni di fuoco, che Elenka era bella, che Elenka era incomparabile, divina, ma non riusciva a scacciare nè a eclissare dalla sua mente le fiera figura dell'almea, nè sapeva cancellare, nè estirpare quegli occhi che in certo qual modo erano impressi vivamente nel suo cuore o che lo tormentavano come fossero due carboni accesi collocati sulle sue carni ... Invano cercava di frapporre fra sè e l'almea delle tenebre, invano ritorceva i suoi sguardi portandoli su Elenka, invano mormorava il caro nome della greca, invano sforzavasi di frenare i tumultuosi battiti del suo cuore, invano richiamava alla mente le sinistre e minacciose parole di Notis ... Tu hai fatto nascere nel mio cuore una passione che cancellerà quella della povera Elenka! Una passione che mi mette paura, una passione che mi fa tremare!… Si levò dal tronco d'albero girando uno sguardo indagatore sul campo come se cercasse di scoprire colei che avevagli acceso in petto una scintilla d'un amore sconfinato ...
La favorita del Mahdi (pagina 9)
di Emilio Salgari (estratti)

... Aveva la testa in fiamme e il cuore battevagli precipitosamente; parevagli di essere ubbriaco e camminava quasi senza volerlo, meccanicamente, attirato da quel suono come il serpente viene attirato dal flauto dell'incantatore ... Sì, tu sei bella Fathma, e tanto bella che mi riesce impossibile cancellarti dal mio cuore, tanto bella che ne sono affascinato ... —Fathma, ti giuro su Allàh che tu mi hai toccato il cuore, continuò Abd-el-Kerim con crescente passione ... Sarebbe vero che tu avessi proprio ad amarmi? Sarebbe vero che tu parlassi col cuore? Anche un altro uomo un giorno mi ripetè le tue parole e poi le disperse e infranse i centomila giuramenti pronunciati ai miei piedi! Non credo più ... —Chi? Chi?… domandò Abd-el-Kerim, che si sentì mordere il cuore della gelosia, Chi è quest'uomo? Parla, Fathma, parla! L'almea chinò il capo sul petto, poi rialzandolo bruscamente e prendendo una mano dell'arabo: —Sai tu, innanzi a tutto, chi io sia? —Chi ha sollevato fino ad ora il velo che ti copre? Molti ti conobbero, ma nessuno sa chi tu sei, qual fu il tuo passato nè in qual paese tu sei nata ...
La favorita del Mahdi (pagina 12)
di Emilio Salgari (estratti)

... Che non riesca ad attraversare il cuore di questo vigliacco? Cercò di portarsi a dritta e poi a manca, ma si trovava dinanzi sempre alla scimitarra dell'arabo che miravalo al petto ... Abd-el-Kerim avevalo colpito sul fianco sinistro, nella direzione del cuore ... —Se tu non gli hai attraversato il cuore, a questa ora si è annegato ... «Tu credevi che fosse così facile ammazzare un greco della mia tempra che s'era giurato d'infrangerti come una canna e che s'era giurato di conquistare il cuore d'una bella donna, qual'è Fathma ... Ti schianterò il cuore in modo tale che non abbia a guarire mai più!… Tese l'orecchio: non si udiva che il riso smodato delle iene che vagavano sulle rive del Nilo cercando cadaveri e il sibilo del vento che scuoteva i rami dei tamarindi e le foglie delle palme ...
La favorita del Mahdi (pagina 19)
di Emilio Salgari (estratti)

... Uno solo fra tanti era rimasto al suo posto, irremovibile come una rupe, determinato a qualsiasi costo, ad aprire una breccia in quel cuore inaccessibile e questo uomo era l'arabo Abd-el-Kerim ... Riportò una ferita in mezzo al petto, ma che montava? La prima freccia aveva ormai colpito l'inaccessibile cuore della superba greca ... Essa cominciò ad ammirarlo, poi il suo cuore cominciò a battere con maggior violenza, scaturì una scintilla, la scintilla avvampò e scatenò un incendio ... Poi una sete ardente di vendetta la prese e giurò in cuor suo di dilaniare coi propri denti il cuore dell'abborrita rivale ... Dimmi dov'è questa mia rivale, ond'io vada a strapparle il cuore colle mie unghie; dimmi dovo posso vederla ... Sono quattro giorni che ho il cuore straziato da una terribile gelosia, sono quattro giorni che mi sento presa da una smania feroce di uccidere o di essere uccisa ...
La favorita del Mahdi (pagina 20)
di Emilio Salgari (estratti)

... —Bene e della mia rivale che accadrà? —Bisogna che tu estirpi dal tuo cuore ogni idea di vendetta poichè l'almea diverrà mia moglie ... Man mano che procedeva sentiva il cuore battere con maggior violenza e vaghi timori l'agitavano ... Tutta la sua collera che ancora rimanevagli in fondo al cuore svanì come la nebbia al sole: una profonda compassione generata dall'immenso amore che nutriva ancora pel traditore, la prese e rimase ritta sulla porta senz'essere capace di dir verbo ... Quella voce ferì il cuore di Elenka ... —Abd-el-Kerim, ti prego, ritorna in te, allontana questi sospetti che per me sono altrettanti pugnali che mi straziano il cuore ...
La favorita del Mahdi (pagina 21)
di Emilio Salgari (estratti)

... Avevo paura che tu mi fuggissi, la gelosia, mi acciecò e ti volli in mia mano prima che nel tuo cuore si spegnesse l'ultima scintilla di amore che ardeva per me ... —Quell'amore s'è spento nel mio cuore, l'interruppe l'arabo sordamente ... —Le ho estirpate dal mio cuore ... Che ti feci mai io per essere trattata così crudelmente? Forse che sono colpevole di averti troppo amata? Non è vero che tu mi ami ancora? Non è vero che il tuo cuore palpita ancora per me? Dimmi di sì, dimmelo Abd-el-Kerim, oh! dimmelo, fammi ancora una volta felice ... Straziami il cuore se vuoi, ma non toccare l'almea ... Una sete inestinguibile di vendetta ardeva quella donna veramente terribile nelle sue sfrenate passioni, una smania feroce l'agitava, una smania di schiacciare l'arabo prima e la sua rivale dopo, che l'avevano offesa nel suo orgoglio e che le avevano straziato il cuore ...
La favorita del Mahdi (pagina 31)
di Emilio Salgari (estratti)

... —Uhm! sarà difficile estirpare dal suo cuore l'amore che aveva pel tuo rivale ... Non ho fretta, sono paziente e aspetterò che nel cuore di quell'almea si apra un'altra breccia ... Ho un brutto presentimento radicato fortemente nel cuore ... Povera Elenka! Povera mia sorella! —Nessuno può vedere tua sorella senza fremere, senza sentirsi toccare il cuore, disse lo sceicco ...
La favorita del Mahdi (pagina 35)
di Emilio Salgari (estratti)

... Tu non sai adunque quanto io soffersi per te, da quel giorno che tu mi apparisti a Machmudiech? Quel giorno tu mi affascinasti, quel giorno tu avvelenasti il mio sangue, mi straziasti il cuore ... —Sciagurata, tu mi schianti il cuore! esclamò con straziante accento ... Tu pensi ancora a quell'arabo adunque? Il tuo cuore batte ancora per Abd-el-Kerim? Ma io non lo permetterò mai, capisci Fathma, mai, mai, mai!… —Sarai tu che impedirai al mio cuore di palpitare per Abd-el-Kerim? —Si, io, perchè te lo schianterò di nuovo quel cuore ... Ti farò versare fiumi di lagrime e ti strazierò il cuore come giammai un carnefice fu capace di straziarlo! L'almea non rispose ...
La sposa persiana (pagina 5)
di Carlo Goldoni (estratti)

... Sguardi, parole, amplessi, vezzi, sospiri e pianti Son le malìe, che han forza sul cuore degli amanti ... Ma a un Killientar venduta, venduta a un finanziere, Avrò chi mi contrasti nel merto, e nel potere? No, no, questo non fia, Tamas, è mio soltanto; Regnar nel di lui cuore è mia gloria, è mio vanto ... Picciolo regno ancora mi basta, e mi consola, Purché in quel cuore io possa sempre regnarvi, e sola ... E se beltà sì rara poi mi accendesse il cuore, Resister chi potrebbe alla forza d'amore? Fuggasi ... Sia forza, sia consiglio, seguo del padre i detti, Ma terrò in guardia il cuore, non cangierò gli affetti ...
La sposa persiana (pagina 7)
di Carlo Goldoni (estratti)

... TAMAS Fatima, non lo niego; a forza i' son marito, Questo sen, questo cuore, è ver, fu già ferito ... Sperai ne' vostri lumi trovar cotal valore, Che avesse a mio dispetto ad involarmi il cuore; E mi credei che il danno di perdere il mio bene Costar non mi dovesse tanti sospiri, e pene ... Sola nel vostro cuore fate che regni in pace; Usi pietà, non ira, con chi lo vede, e tace ... Per me di morte istessa più barbaro è il dolore Di cedere a una schiava del mio diletto il cuore; Ma perché ciò non segua, dir degg'io di volerlo, E guadagnar lo sposo, mostrando compiacerlo ... FATIMA Tamas non ha di voi, chi più gli punga il cuore? CURCUMA Eh disgraziato! Basta; non vuo' darvi dolore ... Lo farei, se credessi di render più gradito L'infelice mio volto agli occhi del marito; Ma inutil la bellezza, inutile è l'amore, Con un, che ad altra amante abbia donato il cuore ...
La sposa persiana (pagina 13)
di Carlo Goldoni (estratti)

... Io stessa non intendo, come in un giorno appena, S'abbia per un oggetto a provar tanta pena; Come improvvisa forza di mal inteso amore Abbia da render dolci anche i disprezzi a un cuore ... L'onta, che in altra avrebbe il poco ardor scemato, In me, d'amor ripiena, l'ha spinto, e l'ha aumentato; E quanto del crudele crescea meco il rigore, In me crescea la brama di guadagnargli il cuore ... Il ciel mi serba in vita, e non mi serba invano, Tamas darammi il cuore, come mi diè la mano ... Calmi di vostra figlia mirar contento il cuore, Lo merta sue virtude, lo merta il suo dolore ... Ciò lo commosse alquanto, l'ira calmò nel cuore, Per Fatima provando pietà, se non amore ... Era pur meglio in pace, di Tamas mio signore Colla novella sposa goder diviso il cuore ...
La trovatella di Milano (pagina 2)
di Carolina Invernizio (estratti)

... Cuore di popolana ... Chi era? L'avevano uccisa su quella soglia? Vinto il primo moto di raccapriccio, Annetta sollevò la fanciullina nelle sue braccia, accostò il suo orecchio al cuore di lei e con un fremito di gioja indescrivibile, si accorse che batteva ancora ... Un senso di benessere infinito invadeva il cuore della popolana ... Come avrebbe rallegrata la sua solitudine, riempito il suo cuore! Quanti baci, carezze, cure infinite, avrebbe avute per lei! Ma quasi tosto provò un brivido di rimorso; quella creaturina doveva avere una madre, che forse in quell'istante la piangeva, la chiamava con grida disperate ... La popolana non poteva mentire al suo cuore: non pensò più alla propria felicità, ma grande d'abnegazione, consolandosi all'idea della gioja che avrebbe procurata a quella madre, si mise tosto a farne ricerca ...
La trovatella di Milano (pagina 3)
di Carolina Invernizio (estratti)

... Ma sebbene Diego possedesse un sembiante incantevole, uno spirito inesauribile e contasse grandi ed innumerevoli trionfi colle dame, Adriana gli preferiva Gabriele Terzi, il figlio di un onesto commerciante, un giovane di alti intendimenti, con un cuore d'oro, una fisonomia dolcissima, aperta, leale ... Diego sapeva tutto ciò ed esecrava il suo rivale e vedendo di non riuscire in alcun modo togliere l'immagine di lui dal cuore di Adriana, determinò di provocare il giovane ... —Ma io non l'amo, il mio cuore è di un altro ... Era il giovane che l'ultima notte di carnevale aveva cercato rifugio nel negozio della bella guantaia, sconvolgendole il cervello ed il cuore ...
La trovatella di Milano (pagina 5)
di Carolina Invernizio (estratti)

... Il suo cuore batteva con violenza ... —Nessuno l'accusa, figlia mia: sono le sue azioni stesse che lo disonorano… Adriana si sentì freddo al cuore ... —È una menzogna—disse, mentre il cuore le batteva con indicibile violenza ... Come soffriva, povera Adriana! A momenti sentiva venirle meno il coraggio, mancarle il cuore, gonfiarlese gli occhi di lacrime ... —Avanti,—disse Adriana con voce alta e ferma, sebbene il cuore le battesse da spezzarsi ... —Che m'importava saperlo, dal momento che ero sicura del cuore di Gabriele? —Ah! sì tenetevelo caro il suo cuore—replicò la contessina con tale inflessione di voce, che fece trasalire la guantaia—soltanto pregate il vostro sposo di essere più prudente e non parlare con tanta leggerezza di voi cogli amici ...
La trovatella di Milano (pagina 6)
di Carolina Invernizio (estratti)

... —Dici il vero? Non ti pentirai? Ella soffocava fra i palpiti tumultuosi del cuore, tuttavia rispose con voce ferma: —Non ho che una parola e per mostrarti quanto la mia risoluzione sia irrevocabile, ti prego ad effettuare il matrimonio al più presto possibile ... —No, no, perdonami, sono pazza—disse congiungendo le mani in atto di preghiera—ma se tu potessi vedere il mio cuore, comprenderesti che i miei dubbii, le mie paure, provengono dall'affetto ardente che ti porto ... Sorrise cinicamente, mostrando sul viso tutte le malvagie passioni della sua anima: si guardò allo specchio, accese una sigaretta e preso il cappello, lasciò senza un rimpianto, un rimorso quella casa, dove aveva fatta una vittima, infranto dolcemente, con una mostruosa menzogna, un povero cuore ... —Il mio cuore è morto per sempre: non credo più a nulla ...
La trovatella di Milano (pagina 9)
di Carolina Invernizio (estratti)

... sarebbe sempre trascorsa così, vicino ad un marito che odiava, per il quale provava una repugnanza invincibile, qualche cosa che non avrebbe saputo spiegare a sè stessa… e col pensiero sempre fisso nell'altro, che l'aveva tradita, eppure amava sempre, come forse non l'aveva amato mai! Una disperazione spaventosa assaliva la sua anima, il suo cuore sanguinava ... La sua fidata cameriera la sorprese, mentre si dibatteva in una crisi violenta di nervi, lasciandosi sfuggire parole insensate, che mostravano il turbamento del suo cervello, lo spasimo del suo cuore ... Ai primo suono di quella voce, Adriana trasalì, poi avendo potuto osservar meglio i lineamenti della donna che le parlava, indietreggiò con disgusto ed orrore… —Maria la guantaia! —Sì, Maria, una povera vittima come voi signora, di un uomo senza cuore, senza coscienza… —Che intendete dire? Forse il vostro amante vi ha abbandonata e venite a lamentarvene con me? Scoppiò in una risata stridente, convulsa, che parve uno schianto del cuore… —Non giudicatemi così male, signora: Gabriele Terzi, l'uomo da voi amato, non è mai stato mio amante, ve lo giuro: un altro aveva preso il suo nome per sedurmi, mentre ingannava voi stessa: degnatevi ascoltarmi e vedrete a quale infernale seduzione abbiamo dovuto entrambe soccombere ... Maria le disse tutta la sua triste storia, le rivelò la scoperta fatta, riversò tutte le angoscie del suo cuore, nel cuore straziato di Adriana ...
La trovatella di Milano (pagina 14)
di Carolina Invernizio (estratti)

... Ma come scoprirlo? Malgrado le ingiunzioni severe del presidente, la minaccia della pena severa per falsa testimonianza, il domestico giurò di nuovo che ormai diceva la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità! La sfilata dei testimoni non fu lunga, nè importante, tuttavia per ultimo, quando la voce formidabile dell'usciere, annunziò l'Annetta Durini, la madre dell'accusata, un mormorio, un fremito si sparse nell'uditorio, mentre il viso di Maria esprimeva la più grande costernazione… Sua madre testimone? Che avrebbe detto? Aveva dunque ricuperata la parola? Era guarita? Il cuore le batteva fino a spezzarsi, perdette la sua presenza di spirito, tremò, ebbe paura del primo sguardo di quella madre offesa, oltraggiata nell'onore, che tanto aveva sofferto, pianto per cagion sua ... Le guancie incavate, le narici emaciate, le rughe profonde delle tempia e della bocca, gli occhi spenti, i capelli incanutiti, tutto le dava un aspetto da stringere il cuore ... Pareva che le lacerassero il cuore a brani, sentiva un cupo ronzio negli orecchi, la lingua attaccata al palato ... » E se fosse lei quella bambina? Qualche cosa le diceva che non s'ingannava! Quel grido straziante che le risuonava in cuore, l'aveva ferita fin nelle viscere, non era l'appello di un uomo che sveniva per il troppo calore o l'emozione, ma l'evocazione disperata di un padre, che ritrovava la sua creatura! Ecco perchè qualche cosa maggiore della sua stessa volontà, l'aveva spinta a distruggere quelle carte, che potevano perdere il conte ... Lacrime ardenti scorrevano sulle guancie di Maria, di quelle lacrime che anzichè riuscire di sollievo, dilaniano il cuore ...
La trovatella di Milano (pagina 15)
di Carolina Invernizio (estratti)

... Albeggiava: nè Annetta la popolana, nè Maria avevano dormito, perchè troppo bisogno provavano di sfogare il loro cuore, dopo tanti mesi di separazione ... Ella provò un orribile sussulto al cuore, pure seppe mantenersi impassibile ... Forse se ella l'avesse veduto entrare curvo sotto il peso del dolore, del rimorso, avrebbe perduto il coraggio di accusarlo, il cuore le si sarebbe schiuso alla pietà ... Mio padre voi? Ditemi che avete fatto per meritare che io vi dia un nome così sacro, un nome che dovrebbe far battere il mio cuore di ebbrezza, di commozione ...
La via del rifugio (pagina 3)
di Guido Gozzano (estratti)

... Come una sorte trista è sul mio cuore, immagine (se vi piace l'immagine un poco secentista) d'un misterioso scrigno d'ogni tesoro grave, ma ne gittò la chiave l'artefice maligno, l'artefice maligno, in chi sa quali abissi ... Marta, se rinvenissi la chiave dello scrigno! Se al cuore che ricusa d'aprirsi, una divota rechi la chiave ignota dentro la palma chiusa, per lei che nel deserto farà sbocciare fiori, saran tutti i tesori d'un cuore appena aperto ... — “Nel cuore senza fuoco già l'anima è più stanca più d'un capello imbianca, qui, sulla tempia, un poco ... Ogni sera più lunge qualche bel sogno è fatto: aspetta il cuore intatto l'amore che non giunge ...
La vita comincia domani (pagina 9)
di Guido da Verona (estratti)

... — Quando, — egli riprese, — quando il tuo cuore ti dirà con un morso: «Lo hai fatto soffrire ... — Quando il tuo cuore ti dirà: «Egli purtroppo conosceva il tuo amore, l'altro amore, il solo che avesti ... — E se il cuore infine ti dicesse: «Ma è stato geloso ... — E le mie lacrime, le sai tu? Lo sai quello che ho soffocato nel cuore perchè tu fossi meno triste? ...
La vita comincia domani (pagina 12)
di Guido da Verona (estratti)

... Ma quali parole potevan distruggere il valore delle osservazioni accumulate giorno per giorno dall'istinto che non falla, e sotto la vigilanza di una indagine involontaria? Ella diceva di no con la bocca, ma era invece visibilmente più che la sua amante: un oggetto suo, una sua possessione irredimibile, una vita congiunta con la sua vita, un sangue frammisto nel suo medesimo cuore ... Povero cuore stanco, bisognava tacere! La tua bellezza ultima era il silenzio; poichè si può fino all'ultimo possedere una bellezza che sopravviva come un ricordo non distruttibile nel pensiero altrui ... Perchè l'hai sciupata miseramente? Povero cuore, perchè sei stato così barbaro contro te stesso? Perchè hai voluto «sapere?» anzi «essere certo? ... Ella si levò, confusa, temendo perfino il rumore che faceva nel muoversi, e con il cuore gonfio di commozione s'avvicinò all'infermo ...
La vita comincia domani (pagina 16)
di Guido da Verona (estratti)

... Poi carezzava la fronte della figlia maggiore, dicendole: — Ti senti male, è vero, povero cuore? ... In quella breve distanza, dal limitare al letto, nello sforzo enorme che aveva dovuto compiere sopra sè stesso, l'incubo del suo spirito si era dissipato come per incanto; una gran pace gli entrava nel cuore: piuttosto che pace era una lucida insensibilità ... » Avrebbe voluto anche toccarlo, tastargli le tempie, i polsi, il cuore, — ma le sue proprie mani, involontariamente, si rifiutarono ... E il medico pensò: — «Fra poco gli si potrebbe fare un'altra iniezione di caffeina; il cuore ha già ripreso un po' di forza ... » E vedeva con l'occhio esperto riaccendersi la vita nell'esausto cuore ...
La vita comincia domani (pagina 17)
di Guido da Verona (estratti)

... Gli pareva d'essere accanto ad un altro malato, ad uno dei tanti che aveva ritolti alla morte o vegliati nelle agonie; gli sembrava quasi d'essere l'artefice davanti all'opera, e di doverla compiere con quella tranquillità di spirito che pareva separarsi dal suo cuore d'uomo; gli sembrava di non esser altro che una macchina, attenta e paziente ... Quanta vita nella memoria! quante vicende coraggiose! quante belle pagine di due storie umane, vissute per cammini opposti, con un solo cuore! — «Ti ricordi? ... — Ecco: mi sono finalmente annoiato di viver solo; ho un'idea fissa, nella testa, o nel cuore, non so ... Era in quei giorni assorto pienamente dal lavoro, nervoso, irritabile, pervaso da quella febbre che accende l'uomo il quale sappia di possedere in sua mano una forza prodigiosa e debba farla riconoscere dalla ottusa diffidenza di coloro che paventano la novità; non viveva che tra la Clinica ed il laboratorio, trascurando il cibo, accordandosi poche ore di sonno, sostenuto solo da quella incurvabile volontà che gli stava confitta nel cuore come una lama, fino all'elsa, in un legno duro ...
La vita comincia domani (pagina 20)
di Guido da Verona (estratti)

... Non farmi più mentire!» — E per un momento, con una specie di crudeltà voluttuosa, tutto quello che vi è d'immondo in me, nel mio cuore pieno di tormento, nella mia carne piena di vizio, mi ha fatto sentire l'odio, un vero odio, contro questa creatura malata che m'incatena al suo letto come un'infermiera, che si trangugia la mia gioventù come una medicina, mentre là, fuori appena dalla finestra, c'è il sole, c'è l'aria, c'è il vento ... Egli ascoltava senza dir motto, chiuso in una rigida impenetrabilità, come se ascoltasse piuttosto la voce del suo proprio cuore che non la voce di lei ... se tu sapessi d'un tratto che sono macchiato, che porto nel mio cuore un suggello d'infamia incancellabile ... perchè ti amo fino a trasformarmi nella tua propria volontà e sono in te più fortemente che il tuo stesso cuore ...
La vita comincia domani (pagina 26)
di Guido da Verona (estratti)

... Rimanga fra me e te un segreto: noi fummo abbastanza forti per portarlo sul cuore ... Guardava in alto, come già lontano, già libero da tutte le impurità che insozzano il cuore degli uomini, e gli splendeva nelle iridi azzurre la limpida visione della sua pace ultima, la tranquilla certezza in una fede sua, più grande, più intima, che la predicazione di ogni chiesa ... Ora, nella sua carne innervata d'acciaio, ripalpitava il cuore dell'uomo, il cuore fragile che s'impaura e che trema, il cuore pieno di gemiti, che si commuove davanti alla bontà ... Ma un istinto supremo contenne la sua voce, gli ricacciò nel cuore le parole che ne traboccavano, e pensando all'amante, alla quale «doveva il suo delitto», mormorò a fior di labbro, come per chiederlo a sè stesso: — Chi l'avrà amata più forte? Ella s'interpose fra loro, bella com'era, vestita del desiderio d'entrambi, e sentiron ciascuno la sua presenza invisibile, soffersero di lei come se li toccasse con il suo corpo discinto ...
La vita comincia domani (pagina 34)
di Guido da Verona (estratti)

... Non sapeva d'essere precisamente una donna liberata, padrona di offrirsi con pienezza, con veemenza all'amore, ma le pareva che un'altra sua simile, una sua sorella interiore, avesse già cominciato a vivere in un'atmosfera inebbriante, a spaziare in una libertà senza confini, e di lei sentiva battere il cuore gaudioso nel viluppo del suo cuore atterrito ... Gli pareva che fosse tra loro una disparità incolmabile: quel morto appunto, che a lui solo doveva la morte, che per sempre giacerebbe nel suo solo cuore ... Bisogna che tu veda presenti, com'io li vidi, i suoi occhi quando si spensero, e che tu senta nei timpani, inscindibile fra tutti i rumori delle cose, quel rantolo che gli strozzò la gola quando il veleno gli giunse al cuore ...
La vita comincia domani (pagina 55)
di Guido da Verona (estratti)

... Ed ora non sentiva nemmeno più il bisogno di difendere con una frode complicata il suo semplice delitto; sentiva solo che un barbaro antico era tornato a vivere nel suo cuore angusto d'uomo civile, ove la preda e l'amplesso rimanevano ancora le più belle ragioni del vivere, dopo tante metafisiche fallite, dopo tanti millenni di ascendente umanità ... Allora la sua collera cadde; gli si aperse un enorme spavento nel cuore, perchè, di colpo, non si sentiva più del tutto certo che dicessero il falso ... La notte non dormivan più; volevan persuadersi a vicenda che la orrenda cosa non poteva essere avvenuta in casa loro; ma una voce intima, nel cuore di ciascuno, sibilava come il serpentello: «Sì, sì, sì ... Questo pensiero le faceva un po' dolere il cuore ... Dandolo Zappetta sapeva d'esser stato prodigioso; una soddisfazione legittima gli allargava lo spazio del cuore, senza tradirsi per altro segno visibile che un allegro fischiettar pertinace, il quale non gli si era staccato dalle labbra per tutta la via del ritorno ...
La vita comincia domani (pagina 60)
di Guido da Verona (estratti)

... Sì, lo devi!» — mentre il cuore convulsamente si rifiuta e mentre sapete, o giudici, che in quell'atto rinnegherete l'intera vostra vita, l'intera opera vostra ... non è forse una prova di volontà così possente che pare non la contenga e non la possa compiere il cuore d'un uomo? Eppure io lo feci, con questa mano che ancor oggi non trema ... Qui è tutto il problema, o giudici sereni: — Abbiamo noi il diritto, noi che studiammo la morte come una scienza precisa, noi che salvammo tante creature, le quali non appartenevano al nostro cuore, noi che vediamo il segno infallibile delinearsi nella materia moritura, abbiamo noi il diritto, in certi casi, d'impadronirci della morte? E chi me lo vieta, se io non credo nell'uomo divino, come non credo nel miracolo che nessuno mai vide? Perchè dunque rimarrei spettatore neghittoso d'un breve indugio davanti al sepolcro inevitabile, quand'esso deve trascinare con sè, nel suo calamitoso cerchio, un'altra vita gonfia di albore, la quale ambisce a splendere con libertà e con gioia? La natura non m'insegnò a rispettare ciò che vive; tanto meno ciò che muore ...
La vita comincia domani (pagina 68)
di Guido da Verona (estratti)

... Dal cuore gli saliva una ondata buona, e questo era visibile, come se l'amore che aveva per lei fosse una luce d'anima che gli splendesse all'intorno, per avvolgerli entrambi nella medesima tristezza, nella medesima infinita voluttà, ove sentivano d'essere uniti al di sopra di tutte le pene, al di sopra di tutti gli ostacoli che vanamente la vita e la morte frapponevano al lor colpevole amore ... Camminava con gioia, velocemente, immergendosi nella sera come in un bagno voluttuoso, ed una ilarità quasi perversa gli accelerava i battiti del cuore ... Forse nella sua Clinica stessa, nell'Ateneo medesimo dove insegnava, tutta una rivalità che non poteva sperare di sorpassarlo altrimenti, era in attesa del colpo mortale che lo ferisse in pieno cuore ...
La vita comincia domani (pagina 75)
di Guido da Verona (estratti)

... Nel suo geloso cuore d'uomo, aveva intimamente sperato che l'accusa lo rovesciasse ... Messo alla gogna davanti al paese intero, ferito volgarmente ne' suoi amori più nascosti, costretto a scendere nella piazza, s'era difeso come doveva; — ma ora il cuore non gli reggeva più, l'angoscia lo soverchiava, con tal delusione da fargli preferire ad ogni cosa l'esilio ... e in verità, — poichè tutti, ad un momento dato, sopra l'invidia e l'ira sentono il potere dell'uomo più forte — in verità essere stato il lor maestro, il lor compagno, il lor fratello di pazienza e di fatica, — tutti, e perfino lo stesso rivale, ch'egli debellava con quell'atto di generosità, tutti, come obbedendo all'impulso di un solo cuore, gli si fecero intorno, tumultuosi, e con atti e con parole rifiutavano ch'egli si partisse da loro ... Sembrava che almeno per una volta, quel che c'è di buono, di leale nel cuore dell'uomo venisse al fiore delle fisionomie, su l'orlo delle bocche, all'ápice quasi delle mani che cercavano di fargli una fedele violenza, e pareva che, pur non osando per il grande rispetto alludere al suo dramma, ognuno volesse dirgli tuttavia: — «Che importa? che importa? Non è laggiù la vostra casa, ma qui, fra noi, dove siete in mezzo ad una famiglia numerosa, che ben vi conosce ...
Le femmine puntigliose
di Carlo Goldoni (estratti)

... Per formare un tale giudizio, conosco anch'io, che non bastano le osservazioni, che far si possano sui caratteri delle persone, e né tampoco sulle azioni loro, poiché la vera felicità consiste nella contentezza del cuore, e questo occultandosi per lo più dalla malizia degli Uomini, a pochissimi si vede in fronte, ed è sempre equivoco, e pericoloso il giudicare di essi ... Vi sono però certi adorabili temperamenti, che hanno la sincerità per costume, che mostrano a tutti il cuore, e colle parole, e colle azioni loro, e fra questi andava io rintracciando l'Uomo felice, perché se non lo è, merita almeno di esserlo ... Dopo la felicità dell'Essere, qual altra maggiore può immaginarsi oltre quella del nascere in grembo di Santa Chiesa, succhiando col latte la vera Fede, e cancellando coll'acque del Sacro Fonte la colpa de' primi nostri Patenti? Gli occulti, impenetrabili arcani della Provvidenza han noi arricchiti di un tanto bene Miseri quelli, che nati fra gli errori, ed allevati colle superstizioni, chiudono le orecchie alla grava, e induriscono il cuore sotto il peso della ingannevole educazione, ma più miseri quegli ancora che prevaricatori si chiamano del Vangelo, ribelli della Cattolica religione, i quali vendendo, a similitudine di Esaù, per poche lenti la Primogenitura Celeste, calpestano il più bel dono della imperscrutabile predilezione Divina Voi lo conoscete questo bel dono, e colle azioni vostre, e con i vostri ragionamenti date altrui a conoscere aver radicata nel petto la vera Fede ... Non si sentono a Voi cadere dal labbro certi arguti concetti, che feriscono la Religione nel cuore ... Pare a' dì nostri, che Uomo non sia di lettere colui, che di certi oltramontani Libri non sa far pompa, colui, che non sa porre in ridicolo il Dogma, le Tradizioni, e fino le sacre Carte medesime, spargendo massime false, anche contro il proprio suo cuore, detestate internamente nell'animo, ma lanciate con imprudenza, o per acquistare la grazia di un personaggio, o per far ridere la brigata ... Anche la forma esterna è argomento dell'interna bellezza, e quantunque, come diceva, non sia necessaria nell'Uomo quella beltà di volto, di cui le Donne abbisognano, Voi avete anche questa prerogativa di più, e potete assicurare, colla dolcezza del vostro viso, la candidezza del vostro cuore ...
Libro proibito (pagina 7)
di Antonio Ghislanzoni (estratti)

... inimicizie? Non basta forse che uno emerga dal comune per qualche favilla di intelligenza, per qualche dote speciale del cuore, perchè il mondo lo faccia scopo di rancori, di odii e di persecuzioni? Per farci benvolere da tutti, bisogna esser nati cretini, o avendo sortito dalla natura un po' di ingegno e di cuore, comportarci di tal guisa che nessuno mai abbia ad invidiarci ... Essi diranno che i loro figli si guasterebbero il cuore a leggere i miei otto versi; io ripeto, che in un collegio di barnabiti o di gesuiti accadrebbe loro di guastarsi… ... il cuore e tutto il resto ...
Mastro don Gesualdo (pagina 52)
di Giovanni Verga (estratti)

... Mentre Bianca parlava, col cuore stretto, egli seguitava a volgere intorno gli occhi sospettosi, pensando a tutt'altro ... Una cosa che stringeva il cuore ... - Voi avete il cuore buono! - balbettò la moglie sentendosi intenerire ... - Voi avete il cuore buono! Ma don Ferdinando non si lasciò persuadere ...
Mastro don Gesualdo (pagina 59)
di Giovanni Verga (estratti)

... - Non diceva altro, con una confusione dolorosa nelle idee, la testa in fiamme, il sole che le ardeva sul capo, gli occhi che le abbruciavano, una vampa nel cuore che la mordeva, che le saliva alla testa, che l'accecava, che la faceva delirare: - Vederlo! a qualunque costo! ... Soltanto fra le erbacce del sentiero pel quale lui doveva venire, dei fiori umili di cardo che luccicavano al sole, delle bacche verdi che si piegavano ondeggiando mollemente, e dicevano: Vieni! vieni! vieni! Attraversò guardinga il viale che scendeva alla casina, col cuore che le balzava alla gola, le batteva nelle tempie, le toglieva il respiro ... Lei si lasciava condurre, come una morta, col cuore morto, senza vedere, inciampando nei sassi ... Ora cercava di pigliarla colle buone, vinto da uno sconforto immenso, dall'amarezza di tanta ingratitudine che gli saliva alla gola, colle ossa rotte, il cuore nero come la pece ... Io sono il tiranno! Ho il cuore e la pelle dura, io! Sono il bue da lavoro ...
Nel sogno (pagina 11)
di era (estratti)

... Un pensiero, che sarebbe stato empio in tutt'altro cuore che il suo, le si faceva strada a poco a poco in mezzo al dolore ... Tutte le cose che lei sapeva!… E quella risposta franca:—Me le disse la moglie del pastore! Il cuore di Maria si stringeva a questo punto orribilmente ... Quello specchio! quei fiori rari còlti ai piedi dei ghiacciai e subito scomparsi! Quei ritorni affannati, sotto il sole, sotto la pioggia, senza dir mai di dove venisse! E i baci! i baci di cui la tempestava alla notte, serrandosela dormente sul cuore! A tale ricordo, il rossore scompariva dalle sue guancie, vinto da un sentimento più potente ancora, più intimo, più oscuro, che sembrava gelarle il sangue nelle vene e schiaffeggiarla con uno di quegli insulti che, invece di arrossare il volto, lo fanno diventare pallido ... Seguì cogli occhi—con quei dolci occhi cinti di viola—la piccola traccia bruna che il fiore polverizzato aveva deposto sulle coltri, e come parlando a sè stessa disse: —È una macchia! Acuta, penetrante, scendeva nei visceri di lui la desolazione: i suoi lombi si agghiacciavano e, atterrito, il cuore sospendeva nel suo petto i battiti ...
Nuove storie d'ogni colore (pagina 2)
di Emilio De Marchi (estratti)

... Non si osa credere che il cuore possa tornare indietro, essere in credito di qualche cosa e avere delle tratte in scadenza ... * * * A furia di picchiare e di ripicchiare con questi ragionamenti di bronzo sul cuore, credetti quasi di averlo ridotto duro come un'incudine, quando al tornare da un altro viaggio (nel quale mi spinsi fino a Padova) mi capitò un suo invito ... Pensai subito a qualche bel regalo, che non offendesse la malinconia del suo stato e nello stesso tempo contentasse il suo cuore ... Lasciai passare un bel momento e quando mi parve che lo strazio del suo cuore cominciasse a cedere:—Senta—le dissi—senta, sora Paolina, non faccia così ... In suo paragone io non sono che un povero negoziante di ombrelle, che dovrei nascondermi sotto un mucchio di cenere, ma la gente si misura dal cuore e in questo cuore, cara Paolina, se lei potesse leggere, c'è qualche cosa che i re sempre non hanno ... Strozzato da quel gnocco che vi ho detto, col cuore rovesciato, la testa in un fuoco, vedendo che non potevo sfuggire a una cattiva figura, girai sui talloni e fingendo di andare a cercare qualche cosa in anticamera, aprii l'uscio ...
Nuove storie d'ogni colore (pagina 18)
di Emilio De Marchi (estratti)

... Suo marito se l'era tirata in casa ancor ragazzina, con una gonnella di cotone e un paio di zoccoli sui piedi; l'aveva mandata a scuola un po' di tempo dallo monache, e quando la servetta gli parve cresciuta abbastanza, se l'era sposata per avere una compagna fedele, il poveretto, più vecchio una ventina d'anni, pativa d'asma e di mal di cuore, ed è sempre prudenza aver qualcuno che ti assista in un bisogno e ti faccia compagnia la notte ... E poi fa sempre comodo d'aver un dottore amico, quando si soffre d'asma e di palpitazione di cuore ... La cosa andò avanti così un bel pezzo, tra un trillo di flauto, un sonetto e un secchiello d'acqua, quando Malgoni ammalò gravemente di quel suo battito di cuore e parve sul punto d'andarsene all'altro mondo ... Malgoni stava abbastanza bene e aveva ripigliato il suo ufficio, ma l'amico di casa s'era impadronito così bene del cuore del suo malato, che ormai il pover'uomo non vedeva che per gli occhi del dottore, non parlava che per la sua bocca ...
Nuove storie d'ogni colore (pagina 25)
di Emilio De Marchi (estratti)

... Ma se gli mancava la potenzialità d'un cenobiarca che si mangia in uno sbadiglio l'universo, era un uomo caldo di cuore, un diligentissimo vicesegretario, un animo capace di rendere un buon servigio anche a una persona antipatica: era poi un marito modello ... Eh, eh, eh… Il ridere elettrico e d'un suono metallico con cui Carlinetto accompagnò il suo racconto, cominciò a far solletico anche al cuore mal disposto dei soliti ... —Non ti ricordi quella contadina grassa come una pollastra, che cammina come una trottola? —Quella di Vercurago? —Bravo! —E che c'entra lei per proibire al suo padrone di andar dove vuole? —Ma…! misteri del cuore umano, caro mio… ...
Ricordi di Parigi (pagina 14)
di Edmondo De Amicis (estratti)

... Ma c'è una parete dinanzi alla quale il cuore si stringe ... Stevens i suoi cani inimitabili; il Wauters o il Cluysenaar superano trionfalmente gli alti pericoli del quadro storico e le difficoltà delicate del ritratto; e altri cento artisti gareggiano con una varietà stupenda di paesaggi pieni di poesia, di marine melanconiche, di teste adorabili di fanciulli, di scherzi arguti, di fantasie gentili, che sollevano la mente ed allargano il cuore ... L'impulso di simpatia che non si sentirebbe per ciascuno, visto a parte, si sente per tutti, vedendoli insieme; e il cuore risponde e acconsente a tutti quei palpiti d'amor di patria con un'espansione d'affetto che abbraccia il mondo ... Ma è una pittura poderosa, ringiovanita a tutte le sorgenti vive, fortificata di larghi studi, varia, ardita, virile, piena di sentimento, finissima d'osservazione e d'intenti, che desta un'ammirazione pensierosa e scuote il cuore nelle sue più intime fibre ... E con questa tristezza nel cuore, esco dall'Esposizione delle Belle Arti ...
Ricordi di Parigi (pagina 22)
di Edmondo De Amicis (estratti)

... Per me non c'era più che un solo Hugo, il grande poeta amoroso e sdegnoso, pieno di consigli fortissimi e di sante consolazioni; l'uomo che m'aveva fatto delirare d'amore da giovanetto; che m'aveva fatto pensare e lottare da uomo; il poeta di cui le strofe fulminee m'eran sonate nel cuore sul campo di battaglia come grida eccitatrici d'un generale lontano; lo scrittore che aveva mille volte schiacciato il mio misero orgoglio d'impiastrafogli, facendomi provare non so che voluttà acre e salutare nell'umiliazione, che mi acquietava l'anima; l'autore di cui parlando m'era sgorgata mille volte dal cuore commosso la parola facile e calda che m'aveva cattivato delle simpatie; l'artista che mi aveva aiutato a esprimere mille sentimenti e a render l'immagine di mille cose che senza di lui mi sarebbero forse rimaste sepolte per sempre nell'anima; lo scrittore di cui in Spagna, in Grecia, sul Reno, sul Bosforo, sul mare, mi ricorreva ogni momento alla memoria un pensiero o una immagine, che rischiarava, formulava e commentava la mia emozione; il poeta dei fanciulli, il consolatore delle madri sventurate, il cantore delle morti gloriose, il grande pittore dei cieli e degli oceani; oggetto di vent'anni, di studio, di curiosità e di discussioni; mille volte abbandonato, mille volte ripreso, mille volte difeso; Galeotto d'amori gentili, auspice d'amicizie ardenti, compagno di veglie febbrili e provocatore di scoppi di pianto disperati; l'uomo, insomma, in cui avevo vissuto una gran parte della parte più bella della mia vita; che m'aveva trasfuso nelle vene il suo sangue, e delle cui opere mi ero fatto ossa, nervi e cervello ... Questo era il Vittor Hugo che mi vedevo davanti, e ad ogni ora che passava, mi pareva che la sua figura si innalzasse di un palmo e che il mio cuore ringiovanisse d'un anno ... Eppure, ecco un problema per gli scrutatori del cuore umano ... Che cosa sono questi ammutolimenti improvvisi del cuore? Forse che il cuore s'addormenta, stanco della commozione, per ripigliar nuove forze? Io non so ... Il suono del mio nome pronunziato da me, e ripetuto da lei, in quella stanza, mi svegliò, come se qualcuno m'avesse chiamato; la mia mente si rischiarò e un torrente di vita mi affluì al cuore ... Qualcuno mi suggeriva nell'orecchio, rapidamente, delle parole ardenti, che io ripetevo colla voce tremante e sonora, provando una immensa dolcezza nel cuore, e vedendo davanti a me, in confuso, una testa bianca che mi pareva enorme, e due pupille fisse nelle mie che pigliavano a grado a grado una espressione di curiosità e di benevolenza ... —Voi avete cuore ...
Romanzo d'una signorina per bene
di Anna Vertua Gentile (estratti)

... promesse di gente che crede di poter agire senza consultare il sentimento; gente che ama e perdona; anzi, lecca la mano che lo ha colpito, ne più nè meno come Wise, il cane buono affezionato e fedele, che non è orgoglioso lui, e per questo agisce lealmente verso sè stesso, facendo quello che gli suggerisce il cuore, il quale è sempre il miglior consigliere ... Oh se tu ti fossi lasciata guidare dal cuore, ora non avresti il rimorso (poichè io penso che lo devi avere e ti deve anche tormentare) di avere abbandonata una povera ragazzona che ti voleva un gran bene e che aveva tanto, tanto bisogno del tuo affetto e del tuo senno!… Che cosa sarebbe importato a te, se in te avesse parlato forte il cuore, che in casa fosse piombata come un bolide inaspettato, la sorella di papà?… Non ti saresti certo sforzata di persuaderli, con ragionamenti pazzi, che ormai, poichè in casa c'era una signora capace di reggere la famiglia e di badare a me, il tuo ufficio di governante, anzi di amica, diventava inutile; che non era della tua dignità di rimanere a farsi retribuire (brutta parola che non ho inghiottita nè inghiottirò mai) la parte di padrona e di maestra fino allora esercitata ... Ma il cuore non ha manco susurrato una parola tanto spadroneggiava l'orgoglio in quel momento ...
Romanzo d'una signorina per bene (pagina 9)
di Anna Vertua Gentile (estratti)

... In fatti, la notte del ballo, ell'era stata occupata ben d'altro che di suo padre!… Si sentì arrossire; un'onda di sconforto le sconvolse il cuore ... Oh se ci fosse stata la sua mamma!… Ella le avrebbe letto in cuore; con la simpatia dell'affetto vero e profondo, l'avrebbe aiutata a veder chiaro nei propri sentimenti, l'avrebbe almeno confortata ... Era la luce del crepuscolo, erano i suoi occhi, che le facevano trovare su 'l volto dolcissimo della madre, una espressione di dolore e di rimprovero insieme?… Quei begli occhi neri, grandi, vellutati, la fissavano con uno sguardo che le scendeva in cuore, commovendola, scacciandone ogni proposito folle, riempiendola di un desiderio puro e santo ... Lucia si buttò in ginocchio dinanzi al ritratto, e giungendo le mani, promise a la mamma sua, che non si sarebbe smarrita nell'isolamento doloroso in cui tutti la lasciavano, che non avrebbe cercato conforto in cose indegne di lei che era figlia di una santa; che avrebbe innalzati cuore e mente là ove ella era e guardava e benediva a la sua figliuola!… «Te lo prometto, mamma! te lo prometto!—mormorò a mani giunte ...
Romanzo d'una signorina per bene (pagina 16)
di Anna Vertua Gentile (estratti)

... Un'onda, gonfia d'amarezza e sconforto, le riempì il cuore ... Un violento sussulto le fece tremare il cuore in petto leggendo subito negli occhi chiari dell'ingegnere una disgustosa sorpresa ... * * * Come il conte Anton Mario del Pozzo se ne fu andato, impaziente di arrivare in tempo a la corsa, dopo di averle a pena sfiorato la mano ch'ella timidamente gli porgeva ringraziandolo, Lucia se ne stette con un gran freddo in cuore e un molesto formicolio nelle orecchie ...
Romanzo d'una signorina per bene (pagina 19)
di Anna Vertua Gentile (estratti)

... Lucia si alzò; si vestì e pensò che l'Autore di tanto cose sublimi, non avrebbe potuto permettere che nel suo cuore fosse spenta ogni luce di speranza ... Si figurò la signora Rabbi nella modesta casetta e un senso amaro le sconvolse il cuore, «Sarebbe spostata come una regina in un capanno!—disse:—Lo spirito della povera mamma, ne soffrirebbe ... Se, morissi non gli importerebbe nulla! Le si gonfiò il cuore ricordando il tempo in cui suo padre l'adorava, non aveva occhi e cure che per lei, la sua unica figliuola; il tempo in cui la gente diceva che egli la viziava! Come era felice allora!… ... «Quella donna gli ha cambiato il cuore!—mormorò—lo ha affascinato! C'era dunque il fascino?… una potenza individuale, che attrae e incatena spogliando d'ogni volontà!… C'era dunque davvero il fascino? Rivide con la fantasia, gli occhi chiari dell'ingegnere Del Pozzo; occhi che frugavano nell'anima commuovendo, destando sensazioni non mai provate ... Come erano dolci, affettuosi quegli occhi, là, a Milano, la sera prima della sua partenza per la spiaggia! Come erano torbidi e severi il dì ch'egli era venuto a darle la notizia del fallimento! E quella sera, al letto del povero Cecchino morente? Nel cuore le si agitò la smania di rivederli quegli occhi chiari e luminosi; di sentirsene guardata, fosse anche torbidamente, severamente come l'ultima volta ... Ed era una smania che le faceva martellare il cuore in petto, premendole le lagrime ...
Sodoma e Gomorra (pagina 24)
di Docteur Jaf (estratti)

... I francesi chiamano garçons gli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con dei compiacenti ... Il Lenone—Case di Tolleranza La caratteristica più notevole nella donna pubblica è quella di ruinare gli uni (amanti-clienti) per sperperare il ricavato, e spesso ruinarsi a sua volta con un altro, il così detto amante di cuore ... Allora rimprovererà all'amante di cuore tutte le sue carezze, lo maltratterà perfino se questi è troppo innamorato, e sarà contro sè stessa così arrabbiata del proprio capriccio che lo farà scontare a lui a caro prezzo ... La ragazza sente, in seguito appunto della sua abiezione, il bisogno di un cuore nuovo; stufa di tutto, ella sarà facilmente sedotta da un'aria ingenua, da una candida figura di adolescente ...
Storia di un'anima (pagina 8)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Vorresti prorompere? oh sì! espanderti nei cieli, volare ai mari, cercare i monti, volare volare… ma poi, tutta potentissima, fidente, docile, speranzosa, felice, tutta venirmi alle labbra, e formare un bacio, su una fronte umile di una donna; tutta divenire l'espressione di un ossequio, di una religione, di una felicità, di un nuovo Dio formatosi nel mio cuore, un Dio per la Donna! L'anima, così incatenata come mi è a questi giorni tristissimi, impotenti, irresoluti, sogna per espandersi l'ampiezza, l'altezza, l'incommensurabile, l'infinito, sogna le immense solitudini: l'anima sogna i consorzi umani e vorrebbe dalle solitudini passare ad abbracciare le città, la civiltà, le arti di tanti popoli: l'anima vorrebbe stancarsi, per posare… ... ma il cuore, il povero cuore, tronca siffatti voli, e, modesto, di passo, quieto, religioso, vorrebbe avviarsi, anzi con evidenza s'avvia al futuro: il suo mondo diviene una camerina, la sproporzione dei desideri dell'anima si riduce alla misura delle cose umane, l'infinito si cambia nella vita, divengono stanche ironie le grandi solitudini della Natura e i grandi consorzi degli uomini di fronte ad un santo dovere, ad una donna che popola un universo, irradiando le virtù della fede, della speranza, della carità… ... * * * Ricordo, colle lacrime al cuore, che vi fu un anno, in cui, in alcune sere stellate, quando dimenticavo il mio corpo, quando dimenticavo il mondo esterno, e il mondo interno mi signoreggiava, e mi sentivo, e volevo credere, e sperare, e amare, ricordo che in alcune sere stellate, soavissime, confidentissime, ebbi vicino a me un'anima che mi ascoltò e mi comprese, quand'io espressi qualche speranza pel mio avvenire, avvenire che io legavo all'arte e alla famiglia ... Oh mia madre! mia madre! Se tu fossi il mio tesoro, la mia pace, la mia religione, se in ogni tristo mio momento potessi posare la mia testa sulla tua! Tu hai scoperto che io piangevo, e mi hai detto:—La tua fronte scotta!—O mamma, in questa povera testaccia bollono tanti pensieri, ma resteranno sempre cozzanti e inconcreti perchè la mente ha perduto ogni forza di studio: mancò al cuore l'alito primo: l'ambizione non mi seduce più: se avessi denari, libertà e cattiva natura, questo sarebbe stato l'anno in cui sarei diventato vizioso! Coi vizi almeno avrei vissuto; col ricordo della virtù, colla stizza dell'impotenza al male, col vano attendere, colle spossatezze, coi fremiti del dì d'oggi vivo neghittoso ...
Storia di un'anima (pagina 9)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Come potrei io dedicarmi a te? oscuramente, ma santamente provarti sempre che t'amo e contrapporre alle mie sciocche ambizioni, all'amor proprio trafitto, alle vane gare in cui sanguina il cuore inutilmente, contrapporre il tuo affetto sempre placido, sempre religioso, sempre benedetto, non mai ridicolo? * * * O Lidia, Dio è l'ironia!—Il buio! ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1876 ... Stupenda filosofia! io come le godo? Le godo sgroppando un'uscita al pianto segreto che mi arroventa il cuore: è una consolazione:—sorridendo un po' a qualche pallida fantasia della mia religione: è una poesia! So che è poesia inutile, ma a me è tanto cara ... Coll'anima stanca, col cuore senza fede, coll'ingegno assopito, con grandi dolori—ma senza lutti officiali al cappello—bisognoso di vita, di vita, di vita, freddo a numerare le mie illusioni cadute, freddissimo a pensare al futuro, ti mando un bacio ... Pensa che mi sento il cuore gonfio d'un'arcana bontà, pensa che io piango, e che piangendo sento il bisogno di un'anima, e pensa che dinnanzi all'altare di un'altra anima che mi comprendesse, io pregherei ancora Dio, perchè mi sento casto, gentile, serio: e dinnanzi ai santi balbettamenti di un bimbo capirei—con quanta vita del cuore!—che l'arte per cui ho sofferto tanto, addoppiando me stesso, era un bisogno imperioso di creare; che la scienza di queste Accademie è il deserto, il vuoto, il nulla, o il tritume, la polveraglia dei morti: che gli anni di mia giovinezza erano un voto: che i miei tormenti, le mie fedi, il mio scetticismo, le mie speranze, le mie battaglie, il mio isolamento nella folla, il mio sdegno pei volgari, le mie povere poesie, erano indizi di un'anima che rigurgitava in un corpo nervoso, di un'anima che voleva un'anima!—Sono solo nel mio studiolo, solo, freddoloso e mesto ... che non sarà mai più mia!…(5) Mio Dio, rendila felice!—Io mi illudo sempre nel mio dolore: rileggo la sua lettera, ribacio il suo ritratto, sento nell'animo la sua voce, e sono superbo, contento, felice, ma sogno, sogno: la verità non è ancora entrata nel mio cuore, io non sono persuaso che non la vedrò più! che non ho più diritto a pensare a lei!… Anno tristo, la mia vita è spezzata ... Mi inginocchio e prego il suo Dio, quello che ella pregherà per me:—Dio, ho bisogno dì credere! io mi sento buono! io mi sento il cuore! Quando pensavo a lei, sentivo la fede e Dio! quando mi sentivo squallido e senza speranze, pensavo al suicidio, quasi come a un candido sogno! quando vedevo dei luoghi ameni: dicevo—qui non c'è lei!—quando vedevo delle fanciulle mi sentivo l'anima innondata di pace! quando vedevo dei bimbi, mi venivano le lagrime agli occhi! Mio Dio, al mio corpo nervoso, cupido, febbrile ho negato gli amplessi della femmina nuda; ho impazzito pensando alle voluttà: ho combattuto battaglie ridicole pel mondo, ma supreme e gloriose per chi vuol avere nel pensiero suo il pensiero d'una vergine; mio Dio, il suo ricordo era per me il ricordo di una tua vergine: la sua lettera l'ho letta in un santuario, guardando la bionda testina di due de' tuoi angioli! Guardami! Dimmi tu che non sono ridicolo, amando ancora! Che non lo fui amando in passato! Tu hai detto:—Siate fratelli e sorelle—e non hai detto che gli stranieri, i poveri, gli sventurati non possano fra loro essere fratelli e sorelle ... Oh! come sono belle e tranquille! Rileggo le pagine della malattia di Lina e le invocazioni ad Ermanna! Povero mio cuore!… Mio Dio, ti supplico, rendila felice ...
Storia di un'anima (pagina 14)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Io amo come la Natura vuole che con un viscere che si chiama cuore l'uomo ami ... Una donna! un bambino!—Ecco il sogno del poeta, del credente, dell'artista, del felice, dell'infelice… dell'uomo!—Che importa a me della filosofia, di Iddio!—ammetto i bisogni della terra, e di questi bisogni faccio un tesoro di religione, una filosofia contro cui non si può lottare, un Dio che non è in cielo nè in chiesa, ma è un Dio—Amore! * * * —No, non sono pazzo: sono infelice, giacchè lo studio accresce i miei dolori, mi crea sempre nuove speranze che diventano sempre nuove illusioni e poi sempre nuove delusioni, giacchè non posso essere egoista come i giovani ricchi e eleganti, giacchè, coll'anima mia d'amante e col mio cuore di poeta, non potrò fare mai una carriera seria,—voglio provare a fare il bene colla mano, voglio entrare nella Congregazione di Carità, e vedere le vere miserie della folla, e soccorrerle forse anche co' miei denari! Sì, il bene! Io mi tormento; ma ecco sento una calma, una fiducia, una speranza;—mi inginocchio… ... Oh mondo delle mie illusioni, della mia poesia, del mio cuore! Come mi sento felice! Leggo la mia lettera a Lidia! Non è un affare, no, ma per me decide della vita nel futuro! Come sono contento d'avere espresso le mie idee, i miei cari tormenti ... —Se un autore ha avuto influenza su me è Aleardi, e, vedete, Aleardi non può far male! Deciditi, sciocco! Chiudi in una busta tutte queste memorie: suggella, come si chiude una pietra di tomba; e non pensare più al passato: gettati nella vita! già troppi anni sono passati e fra pochi altri incomincerai ad esser già vecchio! Nella vita!—Oh se potessi viaggiare! E perchè? Chi mi strapperebbe il cuore e il cervello? L'orgia? la femmina?… Ah! alcune volte lo dico a Dio: se rinascessi, fammi nascere donnaccia volgare e venduta, e fammi conoscere tutte le crudeltà della libidine!—Potessi gettarmi nella vita! Si ha tanta affezione ai propri dolori, alle proprie illusioni, alle speranze, quando una vergine nel giorno del sacrificio immenso ci dice: Conosco che il nostro affetto è puro, è nobile—ho per voi una confidenza di sorella—non dimenticherò mai quello che voi siete stato e quello che volevate essere per me ... —Ah se sul cuore si potesse porre una pietra come su una tomba! Ma anche pei morti si spera la resurrezione! 25 gennajo ...
Storia di un'anima (pagina 17)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... con un mazzetto di viole e l'oblato sta lì giallo su un mucchio di libri a studiare le teorie della poesia rettorica o di Dio scolastico, quando da una finestra col sole entra il suono di un pianoforte ed io mi sento il cuore gonfio,—quante volte dico:—Al diavolo, o carte vecchie! Da un mese vado in uno studio da pittore ... » Queste parole mi strinsero il cuore: Ella lavora per guadagnare il denaro; io lo getto in ferravecchi ... Trovai quella bambina, le diedi dei soldi, la baciai, la accarezzai, la tenni con me, e una voce di dentro al cuore mi disse:—Somiglia alla bimba che tu avrai dalla tua Lidia!—Fui tranquillo, felice, guarito ... Questo amore ha acuito le mie facoltà, e forse, cessato l'orgasmo, fra un po' d'anni potrò scrivere: e sento che scriverò come Tarchetti, con analisi, con cuore, coll'ideale ... Che importa a me del mondo? E che importerà a voi del mondo quando conoscerete i tormenti e le incertezze dell'anima mia! Quando sento suonare gli inni di Mameli e le canzoni del 48 mi si riempie il cuore! Oh sento l'oblio di tutto! Perchè non mi fu dato di sfogare nelle tremende emozioni della Patria le esuberanze dei mio cuore? Sono io così ...
Storia di un'anima (pagina 43)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, nata col primo amore, col primo dolore ... La speranza fu data al cuore dell'uomo, come ai giardini il fiore ... Siccome tra il silenzio dei boschi puoi nel crepuscolo intendere il suono soavissimo delle campanelle lontane, così nella pace del cuore potrai sorridere all'armonia dilungantesi de' tuoi ricordi ... Se saprai amare, saprai pregare, La mente cerca senza trovare nei labirinti della filosofia: il cuore trova senza cercare nel giardino della giovinezza ... L'arte è la grande arpa a innumeri corde, l'arpa del cuore, cui corrispondono i suoni del creato: è l'immenso prisma che svela i colori della luce ... Ricordati: i vecchi che già esaurirono cuore e mente scrivono colle spalle: i giovani hanno l'ingegno nel cuore ...
Storia di un'anima (pagina 44)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Non invidiare ad alcuno il tristo dono dell'ingegno: tutte le cognizioni che ci danno i libri sono come i secchi delle Danaidi portati al cuore ... Vedesti il mare? Ricordati che se il turbine della passione si scatena nel tuo cuore può toglierti i placidissimi ricordi di tua madre, come l'onda che si rovescia sulla spiaggia cancella il nome che tracciasti nella sabbia ... Ella partì da questi luoghi e per sempre: la tua casetta, miserrimo patrimonio, non serberà più la tua memoria, perchè gli estrani non sanno che sia il dolore di un cuore deserto ... Che cosa è un libro di filosofia? Troppe volte è l'abito di lusso che copre la povertà del cuore ... Essa dà l'ali al cuore ... Se la fede che hai nel cuore è fioca come il lumicino a notte acceso sulla tomba, deh! prendine cura, alimentala, soccorrila coll'amore ... Che direbbe l'angiolo bianco custode nel piissimo luogo, se, passando innanzi la croce, nemmeno potesse leggerne il nome? Il lume che hai nel cuore sia vivido, così vivido sarà agli occhi di Dio il nome di chi ami ...
Storia di un'anima (pagina 45)
di Ambrogio Bazzero (estratti)

... Quando verrà il giorno in cui troverai insufficente agli sfoghi dell'anima tua la formula di preghiera che t'insegnò la madre, t'accorgerai d'avere nel cuore la poesia stupenda che ti avrà versato l'amore, come torrente di lava ... Sedesti sulla riva di un melanconico fiume, a sera, solitaria co' tuoi pensieri? Che ti dissero l'acque che passavano e passavano, l'acque che passeranno e passeranno?… O Dio! l'infinito è la desolazione! Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della giovinezza, l'anima s'agghiaccia nel dubbio e bestemmia, delirando ... Chi siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia e la bibbia vostra è il libro dell'avere: siete, o messeri, i mestieranti e nel cuore avete la bottega la più sozza ... Se le squille dell'avemmaria, nel crepuscolo vespertino, ti straziano il cuore colla santa voluttà delle lagrime, oh piangi, evocando ricordi e suscitando speranze! Piangi e pensa che il tuo volto commosso sorride agli angioli, e gli angioli sorridono alla terra ... Ricordati: a te ministro di religione sia il cuore ... La modestia sia la Vestale attentissima pel fuoco sacro che hai nel cuore ... Opera la carità col cuore, che è carità indefinita, non colla mano, che è misurata ...