Libri cristiano

Libri su cristiano, con la parola cristiano

Confessioni di un Italiano (pagina 93)
di Ippolito Nievo (estratti)

... — Bene, Carlino! Avete mai pensato che voi non siete solamente uomo, ma sibbene ancora cittadino, e cristiano? Questa domanda fattami dal padre con piglio grave e solenne mi conturbò tutto: quello che volesse dire e cosa importasse l'essere cittadino, io nol sapeva affatto; quanto all'essere cristiano, io non avrei messo punto in dubbio che lo fossi, perché nella dottrina mi avevano avvezzato a rispondere di sì ... Rimasi adunque un po' perplesso e confuso, poi risposi con voce malferma: — Sì, padre, so di essere cristiano per la grazia di Dio! — Così il Piovano v'insegnò a rispondere; — riprese egli — ed ho tutte le ragioni per credere che non diciate per usanza una bugia ... Ora, figliuol mio, i tempi sono mutati; per esser cristiano non bisogna imitare gli altri, ma pensare anzi a fare a rovescio di quanto fanno molti altri ... Carlino, ve lo ripeto, voi siete giovane, siete cristiano; come tale vivete in tempi difficili, e andate incontro a tempi molto più difficili ancora; ma la difficoltà stessa di questi tempi, se è una sventura comune, se è una vicenda miserevole anche per voi, pel vostro interesse momentaneo e pel decoro della vostra vita è una vera fortuna ... Scegliete, Carlino! scegliete! — Oh! sono cristiano! — sclamai io con tutto l'ardore dell'anima ... Invitato a mostrarmi cristiano, mi sentiva uomo nell'umanità e ingigantiva ...
Confessioni di un Italiano (pagina 104)
di Ippolito Nievo (estratti)

... — Giulio, tu almeno sei cristiano! — ripresi dopo un breve silenzio ... — Sì, infatti son cristiano! — mi rispose egli — e mi rassegno, e ne do prova bastevole col non ammazzarmi ... Son cristiano, credo al paradiso, e tutto sarà finito ...
Decameron (pagina 10)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... 2 Abraam giudeo, da Giannotto di Civignì stimolato, va in corte di Roma; e, veduta la malvagità de' cherici, torna a Parigi e fassi cristiano ... Così come egli pertinace dimorava, così Giannotto di sollecitarlo non finava giammai, tanto che il giudeo, da così continua instanzia vinto, disse: “Ecco, Giannotto, a te piace che io divenga cristiano: e io sono disposto a farlo, sì veramente che io voglio in prima andare a Roma e quivi vedere colui il quale tu di' che è vicario di Dio in terra e considerare i suoi modi e i suoi costumi, e similmente de' suoi fratelli cardinali; e se essi mi parranno tali, che io possa tra per le tue parole e per quegli comprendere che la vostra fede sia miglior che la mia, come tu ti se' ingegnato di dimostrarmi, io farò quello che detto t'ho: ove così non fosse, io mi rimarrò giudeo come io mi sono ... ” Quando Giannotto intese questo, fu in se stesso oltre modo dolente, tacitamente dicendo: “Perduta ho la fatica la quale ottimamente mi pareva avere impiegata, credendomi costui aver convertito: per ciò che, se egli va in corte di Roma e vede la vita scellerata e lorda de' cherici, non che egli di giudeo si faccia cristiano, ma se egli fosse cristian fatto senza fallo giudeo si ritornerebbe ... ” Giannotto, vedendo il voler suo, disse: “E tu va' con buona ventura!” e seco avvisò lui mai non doversi far cristiano come la corte di Roma veduta avesse; ma pur, niente perdendovi, si stette ...