Libri appresso

Libri su appresso, con la parola appresso

Decameron (pagina 13)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... Ma venuta di questa la fine, poi che lui con alquante dolci parolette ebber morso, volendo mostrare che simili novelle non fossero tra donne da raccontare, la reina, verso la Fiammetta che appresso di lui sopra l'erba sedeva rivolta, che essa l'ordine seguitasse le comandò ... E appresso entrò in pensiero che questo volesse dire, che uno così fatto re, non essendovi marito di lei, la venisse a visitare: né la 'ngannò in questo l'aviso, cioè che la fama della sua bellezza il vi traesse ... Quivi essendo il re successivamente di molti messi servito e di vini ottimi e preziosi, e oltre a ciò con diletto talvolta la marchesana bellissima riguardando, sommo piacere avea; ma pur, venendo l'un messo appresso l'altro, cominciò il re alquanto a maravigliarsi conoscendo che quivi, quantunque le vivande diverse fossero, non pertanto di niuna cosa essere altro che di galline ... Emilia, la quale appresso la Fiammetta sedea, essendo già stato da tutte commendato il valore e il leggiadro gastigamento della marchesana fatto al re di Francia, come alla sua reina piacque, baldanzosamente a dir cominciò: –Né io altressì tacerò un morso dato da un valente uomo secolare a uno avaro religioso con un motto non meno da ridere che da commendare ...
Decameron (pagina 22)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... E per ventura di Bruggia uscendo, vide n'usciva similmente uno abate bianco con molti monaci accompagnato e con molta famiglia e con gran salmeria avanti; al quale appresso venieno due cavalieri antichi e parenti del re, co' quali, sì come con conoscenti, Alessandro accontatosi, da loro in compagnia fu volentieri ricevuto ... Al quale l'uno de' cavalieri rispose: “Questi che avanti cavalca è un giovinetto nostro parente, nuovamente eletto abate d'una delle maggiori badie d'Inghilterra; e per ciò che egli è più giovane che per le leggi non è conceduto a sì fatta dignità, andiam noi con essolui a Roma a impetrare dal Santo Padre che nel difetto della troppo giovane età dispensi con lui, e appresso nella dignità il confermi: ma ciò non si vuol con altrui ragionare ... ” Camminando adunque il novello abate ora avanti e ora appresso alla sua famiglia, sì come noi tutto il giorno veggiamo per cammino avvenir de' signori, gli venne nel cammino presso di sé veduto Alessandro, il quale era giovane assai, di persona e di viso bellissimo, e, quanto alcuno altro esser potesse, costumato e piacevole e di bella maniera: il quale maravigliosamente nella prima vista gli piacque quanto mai alcuna altra cosa gli fosse piaciuta; e chiamatolo a sé, con lui cominciò piacevolmente a ragionare e domandare chi fosse, donde venisse e dove andasse ... ” E diliberatosi del tutto di prenderlo, parendogli ogni cosa cheta per l'albergo, con sommessa voce chiamò Alessandro e gli disse che appresso lui si coricasse: il quale, dopo molte disdette spogliatosi, vi si coricò ... Essa allora levatasi a sedere in su il letto, davanti a una tavoletta dove Nostro Signore era effigiato postogli in mano uno anello, gli si fece sposare; e appresso insieme abbracciatisi, con gran piacer di ciascuna delle parti quanto di quella notte restava si sollazzarono ...
Decameron (pagina 29)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... Quivi appresso la donna di Currado madama Beritola, in abito vedovile, come una sua damigella, onesta e umile e obediente stette, sempre a' suoi cavriuoli avendo amore e faccendogli nutricare ... Ma poi che vide le lagrime niente giovare e sé esser serva con loro insieme, ancora che povera femina fosse, pure era savia e avveduta; per che, prima come poté il meglio riconfortatasi e appresso riguardando dove erano pervenuti, s'avisò che se i due fanciulli conosciuti fossono per avventura potrebbono di leggiere impedimento ricevere: e oltre a questo sperando che, quando che sia, si potrebbe mutar la fortuna e essi potrebbono, se vivi fossero, nel perduto stato tornare, pensò di non palesare a alcuna persona chi fossero, se tempo di ciò non vedesse; e a tutti diceva, che di ciò domandata l'avessero, che suoi figliuoli erano ... Alla fine, forse dopo tre o quatro anni appresso la partita fatta da messer Guasparrino, essendo bel giovane e grande della persona divenuto e avendo sentito il padre di lui, il quale morto credeva che fosse, essere ancora vivo ma in prigione e in captività per lo re Carlo guardato, quasi della fortuna disperato vagabundo andando, pervenne in Lunigiana: e quivi per ventura con Currado Malaspina si mise per famigliare, lui assai acconciamente e a grado servendo ... E come che lungo spazio stati già fossero insieme, avendo il gran diletto fattolo loro parere molto brieve, in ciò dalla madre della giovane prima e appresso da Currado soprapresi furono ...
Decameron (pagina 36)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... Poi, pochi dì appresso, avendo il mercatante cipriano ogni suo fatto in Rodi spacciato e in Cipri volendosene tornare sopra una cocca di catalani che v'era, domandò la bella donna quello che far volesse, con ciò fosse cosa che a lui convenisse in Cipri tornare ... ” E questo detto, sempre piagnendo, ciò che avvenuto l'era dal dì che in Maiolica ruppe infino a quel punto li raccontò; di che Antigono pietosamente a piagnere cominciò; e poi che alquanto ebbe pensato disse: “Madonna, poi che occulto è stato ne' vostri infortunii chi voi siate, senza fallo più cara che mai vi renderò al vostro padre e appresso per moglie al re del Garbo ... E pochi dì appresso, adomandandolo ella, il re, con bella e onorevole compagnia d'uomini e di donne, sotto il governo d'Antigono la rimandò al soldano: dal quale se con festa fu ricevuta niun ne dimandi, e Antigono similemente con tutta la sua compagnia ... La donna, la quale ottimamente gli ammaestramenti d'Antigono aveva tenuti a mente, appresso al padre così cominciò a parlare: “Padre mio, forse il ventesimo giorno dopo la mia partita da voi, per fiera tempesta la nostra nave, sdruscita, percosse a certe piagge là in Ponente, vicine d'un luogo chiamato Aguamorta, una notte; e che che degli uomini, che sopra la nostra nave erano, io nol so né seppi già mai ...
Decameron (pagina 38)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... ” E così detto, a una ora messesi le mani ne' capelli e rabuffatigli e stracciatigli tutti e appresso nel petto squarciandosi i vestimenti, cominciò a gridar forte: “Aiuto, aiuto! ché 'l conte d'Anguersa mi vuol far forza ... Corsesi adunque a furore alle case del conte per arestarlo; ma non trovando lui, prima le rubar tutte e appresso infino a' fondamenti le mandar giuso ... Nella quale prima che entrasse, con molte parole ammaestrò i due piccioli figliuoli e massimamente in due cose: prima, che essi pazientemente comportassero lo stato povero nel quale senza lor colpa la fortuna con lui insieme gli aveva recati; e appresso, che con ogni sagacità si guardassero di mai non manifestare a alcuno onde si fossero né di cui figliuoli, se cara avevan la vita ... Era il figliuolo, chiamato Luigi, di forse nove anni, e la figliuola, che nome avea Violante, n'avea forse sette; li quali, secondo che comportava la loro tenera età, assai bene compresero l'amaestramento del padre loro e per opera il mostrarono appresso ... La dama, che pietosa era, pose gli occhi sopra la fanciulla e piacquele molto, per ciò che bella e gentilesca e avvenente era, e disse: “Valente uomo, se tu ti contenti di lasciare appresso di me questa tua figlioletta, per ciò che buono aspetto ha, io la prenderò volentieri; e se valente femina sarà, io la mariterò a quel tempo che convenevole serà in maniera che starà bene ...
Decameron (pagina 47)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... E il sabato appresso usanza è delle donne di lavarsi la testa, di tor via ogni polvere, ogni sucidume che per la fatica di tutta la passata settimana sopravenuta fosse; e soglion similmente assai, a reverenza della Vergine madre del Figliuolo di Dio, digiunare, e da indi in avanti per onor della sopravegnente domenica da ciascuna opera riposarsi: per che, non potendo così appieno in quel dì l'ordine da noi preso nel vivere seguitare, similmente stimo sia ben fatto quel dì delle novelle ci posiamo ... Appresso, per ciò che noi qui quatro dì dimorate saremo, se noi vogliam tor via che gente nuova non ci sopravenga, reputo oportuno di mutarci di qui e andarne altrove; e il dove io ho già pensato e proveduto ... Quivi quando noi saremo domenica appresso dormire adunati, avendo noi oggi avuto assai largo spazio da discorrere ragionando, sì perché più tempo da pensare avrete e sì perché sarà ancora più bello che un poco si ristringa del novellare la licenzia e che sopra uno de' molti fatti della fortuna si dica, e ho pensato che questo sarà: di chi alcuna cosa molto disiderata con industria acquistasse o la perduta recuperasse ... La quale, appresso questo, fattosi chiamare il suo siniscalco, dove metter dovesse la sera le tavole e quello appresso che far dovesse in tutto il tempo della sua signoria pienamente gli divisò; e così fatto, in piè dirizzata con la sua brigata, a far quello che più piacesse a ciascuno gli licenziò ... Appresso questa, più altre se ne cantarono e più danze si fecero e sonarono diversi suoni; ma estimando la reina tempo essere di doversi andare a posare, co' torchi avanti ciascuno alla sua camera se n'andò ... Introduzione L'aurora già di vermiglia cominciava, appressandosi il sole, a divenir rancia, quando la domenica, la reina levata e fatta tutta la sua compagnia levare e avendo già il siniscalco gran pezzo davanti mandato al luogo dove andar doveano assai delle cose oportune e chi quivi preparasse quello che bisognava, veggendo già la reina in cammino, prestamente fatta ogni altra cosa caricare, quasi quindi il campo levato, con la salmeria n'andò e con la famiglia rimasa appresso delle donne e de' signori ... Appresso la qual cosa, fattosi aprire un giardino che di costa era al palagio, in quello, che tutto era da torno murato, se n'entrarono; e parendo loro nella prima entrata di maravigliosa bellezza tutto insieme, più attentamente le parti di quello cominciarono a riguardare ...
Decameron (pagina 59)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... E, messa ogni sua cosa in ordine, se ne venne con un suo fante solamente a Ancona; dove essendo ogni sua roba giunta, quella ne mandò a Firenze a alcuno amico dell'ancontano suo compagno, e egli celatamente, in forma di pellegrino che dal Sepolcro venisse, col fante suo se ne venne appresso; e in Firenze giunti, se ne andò a uno alberghetto di due fratelli che vicino era alla casa della sua donna ... Quivi, sì per li molti pensieri che lo stimolavano e sì per la malvagità del letto e forse per la cena ch'era stata magra, essendo già la metà della notte andata, non s'era ancor potuto Tedaldo adormentare: per che, essendo desto, gli parve in su la mezzanotte sentire d'in su il tetto della casa scender nella casa persone, e appresso per le fessure dell'uscio della camera vide là sù venire un lume ... Tedaldo, udito questo, cominciò a riguardare quanti e quali fossero gli errori che potevano cadere nelle menti degli uomini, prima pensando a' fratelli che uno strano avevan pianto e sepellito in luogo di lui, e appresso lo innocente per falsa suspizione accusato e con testimoni non veri averlo condotto a dover morire, e oltre a ciò la cieca severità delle leggi e de' rettori, li quali assai volte, quasi solleciti investigatori delli errori, incrudelendo fanno il falso provare, e sé ministri dicono della giustizia e di Dio, dove sono della iniquità e del diavolo essecutori ... Appresso questo alla salute d'Aldobrandino il pensier volse e seco ciò che a fare avesse compose ...
Decameron (pagina 116)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... E poi che partito si fu il vulgo, a lui andatisene, con la maggior festa del mondo ciò che fatto avevan gli discoprirono e appresso gli renderono la sua penna; la quale l'anno seguente gli valse non meno che quel giorno gli fosser valuti i carboni ... –E fattosi secondo il costume usato venire il siniscalco, ciò che a fare avesse quanto durasse la sua signoria ordinatamente gl'impose, e appresso disse:–Valorose donne, in diverse maniere ci s'è della umana industria e de' casi varii ragionato tanto, che, se donna Licisca non fosse poco avanti qui venuta, la quale con le sue parole m'ha trovata materia a' futuri ragionamenti di domane, io dubito che io non avessi gran pezza penato a trovar tema da ragionare ... Appresso, chi è colui che non conosca la vostra onestà? La quale non che i ragionamenti sollazzevoli ma il terrore della morte non credo che potesse smagare ... Il piano appresso, senza aver più entrate che quella donde le donne venute v'erano, era pieno d'abeti, di cipressi, d'allori e d'alcun pini sì ben composti e sì bene ordinati, come se qualunque è di ciò il migliore artefice gli avesse piantati: e fra essi poco sole o niente, allora che egli era alto, entrava infino al suolo, il quale era tutto un prato d'erba minutissima e piena di fiori porporini e d'altri ...
Decameron (pagina 144)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... La donna d'altra parte con la sua fante si mise in via e al suo poder se n'andò; e come la notte fu venuta, vista faccendo d'andarsi a letto, la fante ne mandò a dormire; e in su l'ora del primo sonno, di casa chetamente uscita, vicino alla torricella sopra la riva d'Arno se n'andò, e molto da torno guatatosi, né veggendo né sentendo alcuno, spogliatasi e i suoi panni sotto un cespuglio nascosi, sette volte con la imagine si bagnò, e appresso, ignuda con la imagine in mano verso la torricella n'andò ... Lo scolare, il quale in sul fare della notte col suo fante tra salci e altri alberi presso della torricella nascoso s'era e aveva tutte queste cose veduto, e passandogli ella quasi allato così ignuda e egli veggendo lei con la bianchezza del suo corpo vincere le tenebre della notte e appresso riguardandole il petto e l'altre parti del corpo e vedendole belle e seco pensando quali infra piccol termine dovean divenire, sentì di lei alcuna compassione; e d'altra parte lo stimolo della carne l'assalì subitamente e fece tale in piè levare che si giaceva e confortavalo che egli da guato uscisse e lei andasse a prendere e il suo piacer ne facesse: e vicin fu a essere tra dall'uno e dall'altro vinto ... La donna, montata in su la torre e a tramontana rivolta, cominciò a dir le parole datele dallo scolare; il quale, poco appresso nella torricella entrato, chetamente a poco a poco levò quella scala che saliva in sul battuto dove la donna era e appresso aspettò quello che ella dovesse dire e fare ... E poi che le forze le ritornarono, miseramente cominciò a piagnere e a dolersi; e assai ben conoscendo questa dovere essere stata opera dello scolare, s'incominciò a ramaricare d'avere altrui offeso e appresso d'essersi troppo fidata di colui il quale ella doveva meritamente creder nemico; e in ciò stette lunghissimo spazio ...
Decameron (pagina 153)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... E essendo non a radere ma a scorticare uomini date del tutto, come un mercatante forestiere vi veggono, così da' libro della dogana s'informano di ciò che egli v'ha e di quanto può fare: e appresso con lor piacevoli e amorosi atti e con parole dolcissime questi cotali mercatanti s'ingegnano d'adescare e di trarre nel loro amore: e già molti ve n'hanno tratti, a' quali buona parte della loro mercatantia hanno delle mani tratta, e a assai tutta; e di quegli vi sono stati che la mercatantia e 'l navilio e le polpe e l'ossa lasciate v'hanno, sì ha soavemente la barbiera saputo menare il rasoio ... La quale, quasi con le lagrime in su gli occhi, dopo molte novelle gli disse che egli con la bellezza e con la piacevolezza sua aveva sì la sua donna presa, che ella non trovava luogo né dì né notte; e per ciò, quando a lui piacesse, ella disiderava più che altra cosa di potersi con lui a un bagno segretamente trovare; e appresso questo, trattosi uno anello di borsa, da parte della sua donna gliele donò ... Dove egli non stette guari che due schiave venner cariche: l'una aveva un materasso di bambagia bello e grande in capo e l'altra un grandissimo paniere pien di cose; e steso questo materasso in una camera del bagno sopra una lettiera, vi miser sù un paio di lenzuola sottilissime listate di seta e poi una coltre di bucherame cipriana bianchissima con due origlieri lavorati a maraviglie; e appresso questo spogliatesi e entrate nel bagno, quello tutto lavarono e spazzarono ottimamente ... Né stette guari che la donna con due sue altre schiave appresso al bagno venne; dove ella, come prima ebbe agio, fece a Salabaetto grandissima festa e dopo i maggiori sospiri del mondo, poi che molto e abbracciato e basciato l'ebbe, gli disse: “Non so chi mi si avesse a questo potuto conducere altri che tu; tu m'hai miso lo foco all'arma, toscano acanino ... ” Appresso questo, come a lei piacque, ignudi ammenduni se ne entraron nel bagno e con loro due delle schiave ... Quivi, senza lasciargli por mano addosso a altrui, ella medesima con sapone moscoleato e con garofanato maravigliosamente e bene tutto lavò Salabaetto, e appresso sé fece e lavare e stropicciare alle schiave ... E tratti del paniere oricanni d'ariento bellissimi e pieni qual d'acqua rosa, qual d'acqua di fior d'aranci, qual d'acqua di fiori di gelsomino e qual d'acqua nanfa, tutti costoro di queste acque spruzzarono; e appresso tirate fuori scatole di confetti e preziosissimi vini alquanto si confortarono ...
Decameron (pagina 156)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... graziosa ne fia che l'avere pur d'una parlato; e così avendo fatto, chi appresso di me nel reame verrà, sì come più forti, con maggior sicurtà ne potrà nell'usate leggi ristrignere ... Introduzione La luce, il cui splendore la notte fugge, aveva già l'ottavo cielo d'azzurrino in color cilestro mutato tutto, e cominciavansi i fioretti per li prati a levar suso, quando Emilia levatasi fece le sue compagne e i giovani parimente chiamare; li quali venuti e appresso alli lenti passi della reina avviatisi, infino a un boschetto non guari al palagio lontano se n'andarono, e per quello entrati, videro gli animali, sì come cavriuoli, cervi e altri, quasi sicuri da' cacciatori per la soprastante pistolenzia, non altramenti aspettargli che se senza tema o dimestichi fossero divenuti ... Appresso alle quali, data l'acqua alle mani, tutti secondo il piacere della reina gli mise il siniscalco a tavola, dove, le vivande venute, allegri tutti mangiarono: e da quello levati, al carolare e al sonare si dierono per alquanto spazio, e poi, comandandolo la reina, chi volle s'andò a riposare ... –Madonna, assai m'agrada, poi che vi piace, che per questo campo aperto e libero, nel quale la vostra magnificenzia n'ha messi, del novellare, d'esser colei che corra il primo aringo: il quale se ben farò, non dubito che quegli che appresso verranno non facciano bene e meglio ...
Decameron (pagina 168)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... » Assai fu e dal re e da tutte le donne comendata la canzonetta di Neifile; appresso alla quale, per ciò che già molta notte andata n'era, comandò il re che ciascuno per infino al giorno s'andasse a riposare ... Assai fu e dal re e da tutte le donne comendata la canzonetta di Neifile; appresso alla quale, per ciò che già molta notte andata n'era, comandò il re che ciascuno per infino al giorno s'andasse a riposare ... Dovete adunque sapere che, tra gli altri valorosi cavalieri che da gran tempo in qua sono stati nella nostra città, fu un di quegli, e forse il più da bene, messer Ruggieri de' Figiovanni; il quale, essendo e ricco e di grande animo e veggendo che, considerata la qualità del vivere e de' costumi di Toscana, egli in quella dimorando poco o niente potrebbe del suo valor dimostrare, prese per partito di volere un tempo essere appresso a Anfonso re di Spagna, la fama del valore del quale quella di ciascun altro signor trapassava a que' tempi; e assai onorevolemente in arme e in cavalli e in compagnia a lui se n'andò in Ispagna, e graziosamente fu dal re ricevuto ... Appresso questo, commise il re a un suo discreto famigliare che, per quella maniera che miglior gli paresse, s'ingegnasse di cavalcare con messer Ruggieri in guisa che egli non paresse dal re mandato e ogni cosa che egli dicesse di lui raccogliesse sì che ridire gliele sapesse; e l'altra mattina appresso gli comandasse che egli indietro al re tornasse ...
Decameron (pagina 177)
di Giovanni Boccaccio (estratti)

... Era in que' tempi Minuccio tenuto un finissimo cantatore e sonatore e volentieri dal re Pietro veduto, il quale Bernardo avvisò che la Lisa volesse per udirlo alquanto e sonare e cantare: per che fattogliele dire, egli, che piacevole uomo era, incontanente a lei venne e, poi che alquanto con amorevoli parole confortata l'ebbe, con una sua viuola dolcemente sonò alcuna stampita e cantò appresso alcuna canzone, le quali allo amor della giovane erano fuoco e fiamma là dove egli la credea consolare ... Appresso questo disse la giovane che a lui solo alquante parole voleva dire; per che partitosi ciascun altro, ella gli disse: “Minuccio, io ho eletto te per fidissimo guardatore d'un mio segreto, sperando primieramente che tu quello a niuna persona, se non a colui che io ti dirò, debbi manifestar già mai, e appresso che in quello che per te si possa tu mi debbi aiutare: così ti priego ... Maravigliossi Minuccio dell'altezza dello animo di costei e del suo fiero proponimento e increbbenegli forte; e subitamente nello animo corsogli come onestamente la poteva servire, le disse: “Lisa, io t'obligo la mia fede, della quale vivi sicura che mai ingannata non ti troverrai; e appresso commendandoti di sì alta impresa, come è aver l'animo posto a così gran re, t'offero il mio aiuto, col quale io spero, dove tu confortar ti vogli, sì adoperare, che avanti che passi il terzo giorno ti credo recar novelle che sommamente ti saran care; e per non perder tempo, voglio andare a cominciare ...
Intrichi d'amore (pagina 23)
di Torquato Tasso (estratti)

... segno a strale, è forza che io mi espona a quest'altro pericolo; che se bene l'uomo misero non crede a gran speranza, dopo la notte ne viene il giorno, appresso il torbido il sereno: e in fine, che non può far un cuor continuo amando? Entrarò pure ... Ma io tutto malizioso piangendo, fuggendo, ed ella appresso, mi ridussi sotto la cantina, dove presto presto gettai un sasso nella cisterna, e poi subito con un salto passai da quell'altra porta, lasciando mia madre gridando: “figlio mio, che sei caduto nel pozzo!” E facendomi sopra di novo, serrai destro destro la camera dove stava Camillo disteso sul letto: io lo serrai con questa chiave che porto meco ... Intesi già tutto il concerto allora, quando mi trovai a tempo in la finestra: che ora ho messo il cardine su la porta della camera, dove prima era entrata Lavinia in loco mio e dove appresso è entrato il gentil molinaro, di modo che non potranno uscir fuora mentre che io vado a chiamar la madre, il padregno e il fratello, per far castigar l'uno e l'altro ...
Intrichi d'amore (pagina 26)
di Torquato Tasso (estratti)

... ERSILIA Io vi commando, se commandar vel posso, che mi lasciate venir appresso di voi, restando servito che io vi servi ... Andrò dove egli andrà, che spero di pigliar porto, mettermi in via, e trovar medicina al mio male, continuandoli appresso i miei sospiri ... Esce piangendo, ed ella appresso col bastone in mano ... CORNELIA Io te l'ho commandato? Si vederà appresso! Dunque perchè il padrone si trova in còlera, e commanda una cosa ingiusta e fatto scelerato, il servitore l'ha da essequire? Signor no! Dovevi considerare che io per còlera lo diceva, e non che fosse stata così la volontà mia ...
La strega ovvero degli inganni de' demoni (pagina 3)
di Giovan Francesco Pico Della Mirandola (estratti)

... E io ne ho preso tanto più piacere, quanto che mi ha rinfrescata la memoria, che vive sempre in me di quei magnanimi signori, appresso de' quali io sono stato già molto onorato fra gli altri servitori di quella casa illustre: avendomi eletto il signor Galeotto Pico signor della Mirandola, più anni fa per suo agente e secretario appresso il cristianissimo re Francesco, e onoratissimamente intertenutomi alcuni anni in quella corte per il suo servizio appresso di sua maestà ... Questo modo di scrivere fu appresso de' Greci in molta stima (nondimeno l'animo umano è desideroso della varietà con la quale massimamente lo allettava, e tratteneva l'eloquenza socratica) per raccorre naturalmente (quasi come se dicessi in un corpo) le cose sparse ...
La strega ovvero degli inganni de' demoni (pagina 7)
di Giovan Francesco Pico Della Mirandola (estratti)

... Se fondamento nissuno ci è, penso che sia stato cavato dal grande Aristotile, appresso del quale io ho letto essere fra le cose grandi e maravigliose, che l'asino facilmente soglia morire per lo odore delle rose ... Io mi ricordo d'aver letto appresso di Plutarco la favola d'incantare la luna essere stata trovata con astuzia da Aganice Tessala, la quale sapendo che l'eclisse della luna procedeva dall'interposizione dell'ombra della terra, dette ad intendere all'altre donne di Tessalia, che non lo sapevano, che quando la luna si scurava era fatta venire in terra da lei ... Fu appresso de' Greci uno (se io mi ricordo bene) chiamato Palefato il quale giudicò essere cosa degna e di grandissimo pregio mostrare in che modo la maggior parte delle favole avesseno principio e fondamento in sul saldo di qualche storia: tirata poi dalla opinione e falsa credenza del volgo a cose più grandi e maravigliose, come sempre suol fare, il che come io penso accennò Virgilio, dicendo: Mostralo il dotto Palefato in carte ... Ma o fusseno infuriate per sdegni di demonj, ovvero per qualche infermità, gli antichi le dettero diversi rimedj: perocchè i demonj in quel tempo, che avevano l'imperio del mondo, tennero continuamente diversi e vari modi d'ingannare, non solo per mezzo de' sacerdoti de' tempj, e per gli oracoli, ma ancora per via delle donnicciuole infuriate dalla spirazione d'Apollo; imperocchè facendo maravigliare gli uomini di loro, gli aggiravano sotto specie di religione, precipitandogli nelle scelleranze, e per indurli a questo, pigliarono i demonj varie forme, come si può vedere di Proteo appresso di tutti i poeti, il quale si mostrava con diverse apparenze; e di quelli eroi che morirono a Troia, i quali Filostrato dette a credere (ne' Dialogi dedicati a' posteri) che fusseno stati visti dal vignaiuolo ...
La strega ovvero degli inganni de' demoni (pagina 17)
di Giovan Francesco Pico Della Mirandola (estratti)

... Io vi ubbidirò, con questa condizione però che mi perdoniate, e che io sia scusato appresso di voi, se io dirò forse cosa non più udita dagli orecchi vostri: perchè se bene io ho amato assai le lettere greche e latine, nondimeno con non minore studio ho praticato tra teologi, i quali, posposto l'ornamento del parlare, hanno atteso alla cognizione delle cose ... Chi lo negasse sarebbe anco da essere scacciato dall'Accademia e dal Liceo, facendosi appresso di Platone, e di tutti i platonici, assai menzione de' demonj ... Si posson leggere tante cose appresso di santo Agostino ne' libri della Città di Dio, in quelli della dottrina cristiana, che poche altre accaggia ricercarne fuor di quelle, per non stare io a raccontare i teologi moderni; che in molti luoghi hanno disputato contro a questi malefizj; ma ne' testi civili parimente, nel codice di Giustiniano, sono molte leggi contro a maliardi e matematici ... E molte altre cose, che appartengono a questo, si veggono anco appresso de' filosofi moderni, così platonici, come peripatetici, dico Iamblico, Proclo e Porfirio ...
La strega ovvero degli inganni de' demoni (pagina 19)
di Giovan Francesco Pico Della Mirandola (estratti)

... Imperocchè il ratto di Ganimede a Troia, non è dubbio che appresso i gentili è stimato antichissimo ... L'incendio di Soddoma e Gomorra, e delle altre tre città d'Asia, è cosa notissima non solamente appresso de' nostri, ma ed appresso de' Gentili ... Orfeo andando d'Asia in Tracia, ed in Grecia, così come fu primo autore di rimuovere il culto di molti Dei, così fu anco autore di maledire questo vizio, e fu tenuto il primo uomo, che fusse appresso de' Traci, o (come vogliono più tosto alcuni) primo appresso de' Taurini ... Appresso de' Celti già si teneva (come dice Aristotile) che non fusse peccato alcuno, ma sì come si crede che per benefizio della legge cristiana poi fusse estinto, così massimamente crebbe e prese vigore appresso de' Persiani, sì per la sceleranza già antica, come per essere lontani alla legge cristiana ...